23/02/2024

Arguto, intelligente,eccentrico, simpatico. Ci ha Philippe Daverio, personaggio particolare della cultura italiana, nato in Alsazia 70 anni fa, fine critico d’arte, straordinario divulgatore con uno stile fuori standard tra il pop e l’aulico, gallerista, poliglotta, docente universitario pur non avendo conseguito una laurea ( alla Bocconi non aveva presentato la tesi finale pur avendo superato tutti gli esami), ex assessore alla cultura di Milano.
Daverio era frequentatore del Friuli e ci sarebbe dovuto tornare il 20 settembre, invitato dagli organizzatori di Pordenonelegge.
«Philippe Daverio era un uomo intelligentissimo, di vasta e erudita cultura, e un divulgatore di rara capacità comunicativa»: questo il ricordo, dei curatori di pordenonelegge Gian Mario Villalta, Alberto Garlini e Valentina Gasparet. A pordenonelegge Philippe Daverio era atteso per la 21^ edizione ai nastri di partenza: domenica 20 settembre avrebbe dovuto conversare dei temi legati al suo ultimo saggio, “La mia Europa a piccoli passi”.
«Ricordiamo soprattutto un uomo che si divertiva in quello che faceva – scrivono ancora i curatori di pordenonelegge – e che riusciva a illuminare qualunque momento con il dono della battuta arguta e della provocazione intelligente. Passare qualche minuto con lui era come correre sull’ottovolante: tra citazioni raffinate, vivaci analisi della contemporaneità e la sensazione di un’umanità ricca e sagace. Ci mancherà moltissimo».

A Pordenonelegge Philippe Daverio era stato ospite nel 2012 in dialogo con Dominique Aris, per un incontro dedicato alle “Architetture della cultura”, e sempre per un progetto di Fondazione Pordenonelegge era stato protagonista, nel 2019, di un dialogo con lo scrittore Gian Mario Villalta dedicato al racconto del paesaggio del Conegliano Valdobbiadene.

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