01/10/2022

“Monfalcone non è più conosciuta soltanto come la ‘Città dei cantieri’, perchè in questi anni ha saputo sviluppare la funzione di mediazione tra le diverse culture che vi sono presenti, per poi dare concretezza alla vocazione di incubatore culturale e divenire oggi uno dei poli di attrazione del Friuli Venezia Giulia per la cultura”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari, intervenendo a Monfalcone all’apertura della mostra ‘Punto linea e superficie – Kandinsky e le avanguardie’, visitabile fino al 2 maggio 2022 alla Galleria comunale d’arte contemporanea, nella ex sede del Mercato coperto.

L’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari, ha inaugurato a Monfalcone la mostra ‘Punto linea e superficie Kandinsky e le avanguardie’.

“Inaugurare a Monfalcone una mostra che propone opere di Kandinsky e di altri avanguardisti della pittura del ‘900 – ha aggiunto Callari – rappresenta un motivo di orgoglio per la Regione ed è un vanto per il territorio del monfalconese, che può disporre ora, come dimostrerà anche questo evento, di nuove occasioni per dare ossigeno alla economia dell’area”.

“Questa manifestazione – ha spiegato la sindaca Anna Maria Cisint, è possibile grazie a un protocollo d’intesa stipulato con la Fondazione civici musei di Venezia.

‘Punto, linea e superficie Kandinsky e le avanguardie’ propone, ha spiegato la curatrice Elisabetta Barisoni, i capolavori dell’avanguardismo delle collezioni della Galleria internazionale d’arte moderna di Ca’ Pesaro di Venezia, ovvero le opere di pittori e scultori che hanno segnato una rivoluzione nella interpretazione artistica della realtà, fondata sui segni e sui simboli.

La rassegna di Monfalcone dedica infatti spazio alle avanguardie astratte e surrealiste, da Paul Klee a Vassily Kandinsky, alle sperimentazioni del surrealismo di Joan Mirò, Max Ernst, Antoni Tàpies, alla scultura astratta di Jean Arp e Alexander Calder, alle opere di Enrico Prampolini e Luigi Veronesi.

Nonchè alle pitture di Ben Nicholson, Emilio Vedova, Mario Deluigi, di Tancredi, Karel Appel e Mark Tobey, di Richard Nonas e Julia Mangold, e alle sculture di Eduardo Chillida, Luciano Minguzzi, Bruno De Toffoli e del friulano Mirko Basaldella.

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