10/06/2024

FVG – Valorizzare e divulgare la tradizione della maschera italiana portando in Friuli Venezia Giulia una manifestazione fatta di esposizioni, simposi e laboratori sul tema. Questo l’obiettivo del progetto MISMÀS-cherati realizzato dall’Associazione Maschera Scenica aps e presentato all’ABAUD – Accademia di Belle Arti di Udine G.B. Tiepolo di Udine, alla presenza di Fausto Deganutti, direttore dell’ABAUD; Tommaso Toffolo, vice presidente di Maschera Scenica aps; Stefano Perocco, del consiglio direttivo Maschera Scenica APS; Agata Garbuio, dell’associazione culturale BRAT; Angela Zappulla, consigliera delegata alla Cultura del Comune di Cividale del Friuli; Giuliano Bonanni, direttore artistico dell’associazione Luigi Candoni; Luigi Revelant, del consorzio dei Mascherai Alpini; Annalisa Siciliano, dell’associazione Macroritmi ETS; Sergio Ganzitti, de I Mascarârs di Tarcint; in collegamento da remoto Nicole Tanaka, presidentessa di Maschera Scenica APS.
QUATTRO MESI PER QUATTRO CITTÀ – Da maggio ad agosto, quattro località del Friuli Venezia Giulia (Cividale del Friuli, Tolmezzo, Pordenone e Gorizia) saranno protagoniste della rassegna che punta ad ampliare la conoscenza sulla maschera italiana (e non solo) e a narrare come oggi viene concepita. Lo scopo è quindi anche quello di attivare logiche di scambio, confronto e visibilità sul tema, arricchendo la questione tecnico-espressiva e teorica relativa alla maschera nelle sue possibili coniugazioni con la società attuale.
Il progetto MISMÀS-cherati, finanziato dal bando per le manifestazioni espositive della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è realizzato in collaborazione con l’associazione culturale BRAT, il consorzio dei Mascherai Alpini, l’associazione I Mascarârs di Tarcint, l’associazione culturale Luigi Candoni, il Comune di Cividale, il Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia (CTA), la Scuola sperimentale dell’attore, il Centro Universitario Teatrale (CUT), l’Accademia di Belle Arti di Udine “GB Tiepolo”, l’associazione MacroRitmi di Roma, il Teatro Cristallo.
LE INIZIATIVE IN PROGRAMMA – La rassegna espositiva (a ingresso gratuito) partirà da Cividale del Friuli – ospitata dal Centro Internazionale Vittorio Podrecca – Teatro delle meraviglie di Maria Signorelli – dal 5 maggio e fino al 29. Si sposterà poi da giugno a Tolmezzo, alla Biblioteca Civica di Pordenone, nell’ambito dell’Arlecchino Errante Festival, e a Grado, in occasione del Alpe Adria Puppet Festival. Nel contesto della manifestazione espositiva sarà realizzata, e a disposizione del pubblico, anche un’installazione video con la quale si desidera sollecitare la comprensione delle caratteristiche, della provenienza e delle simbologie delle maschere esposte.
Ma non mancheranno i simposi online, dedicati al tema della maschera come artefatto artistico, antropologico e teatrale; i laboratori di costruzione e conduzione della maschera e una lectio magistralis all’ABAUD – Accademia di Belle Arti di Udine G.B. Tiepolo di Udine (l’11 maggio, dalle 9 alle 12) tenuta da Stefano Perocco di Meduna, maestro mascheraio. Attraverso tutto questo il progetto vuole valorizzare e incentivare la divulgazione trasversale della tradizione della maschera italiana oltre al modo di concepirla e interpretarla. Per farlo si punta a uno scambio-confronto con la tradizione europea e internazionale, partendo dalla maschera come elemento antropologico comune alle civiltà.
SIMPOSI ONLINE – I simposi in programma saranno invece cinque e cominceranno sempre a maggio. Primo in ordine di tempo sarà quello intitolato “La forma della maschera ieri e oggi”, condotto da Stefano Perocco di Meduna e in programma il 12 maggio, dalle 18. Il 26 maggio, sempre alle 18, sarà la volta di “La maschera e il corpo dell’attore”: relatori saranno Rosi Giordano, Claudio Colombo e Michele Casarin. Nei mesi a venire invece si parlerà di “Materie e colore nella maschera tra tradizione e innovazione” (con Chiara Barlassina e Mario Gallo); “La maschera come rito sociale” (con Leonardo Gasparri, Tommaso Toffolo, Annamaria Scintu e Mascherai Alpini); ed “Etimologia della maschera nelle diverse lingue” (con Walter Colle e Mascherai Alpini). Per maggiori informazioni è possibile andare sul sito di maschera scenica: mascherascenica.com .
L’ASSOCIAZIONE MASCHERA SCENICA – Fondata nell’ottobre 2021, Maschera Scenica è un’associazione di promozione sociale che ha come mission la divulgazione, condivisione e promozione della maschera, dalle sue peculiarità comuni ai popoli, iniziatiche e sociali, alle molteplici diversità morfologiche ed espressive che la caratterizzano e infine, ma non ultimo per importanza, dell’uso in teatro nelle diverse declinazioni.

Fausto Deganutti, “padrone di casa”, direttore dell’ABAUD, intervenendo ha sottolineato: «Partecipare a questo progetto è senza dubbio un’esperienza molto interessante per due motivi. Il primo è quello di far conoscere a dei ragazzi che frequentano un’Accademia una forma d’arte millenaria ma sempre poco conosciuta ma che porta a confrontarsi con altre forme d’arte come il teatro e come ricerca antropologica. Il secondo è quello di contaminare gli studenti con altre esperienze artistiche provenienti da tutta Italia e di esporre i lavori anche al di fuori dalle mura di casa propria. Naturalmente i nostri ringraziamenti vanno all’Associazione culturale Brat che ci ha coinvolti in questa operazione che saprà dare a studenti e coordinatori nuove esperienze che serviranno in futuro. Inoltre è un grande piacere che questo incontro avvenga all’interno della nostra sede a dimostrazione dell’interesse che ci coinvolge».

Tra i vari interventi alla presentazione dell’iniziativa, quello di Ferruccio Merisi, della Scuola Sperimentale dell’Attore / Arlecchino Errante, che non è potuto essere presente di persona , ha fatto sapere in una nota: «Sono tante le ragioni per cui un uomo ha creato – e indossato – una maschera. Qualsiasi sia la ragione di partenza però, quello che succede sempre quando la maschera funziona è il fenomeno della possessione. “L’altro” – il defunto, il mostro, lo spirito, il fool – sostituisce l’uomo che, attraverso la maschera, lo porta sulla scena della realtà. Quello che è certo è che la possessione si manifesta più facilmente e più completamente quando la maschera ha in sé non solo un valore simbolico, ma anche un valore estetico, che ha un potere attrattivo, e funziona un po’ come il vortice verde ineludibile del famoso film con Jim Carrey. E questo valore estetico, se si vuole che emerga con la necessaria frequenza, va coltivato istituendo collezioni, confronti, assonanze, dialoghi e rimandi tra forme; perché si evidenzi, incrociando le differenze e le esperienze, una sorta di linguaggio della fisiognomica del “sopra volto”, o “extra volto”, o “super volto”. Un linguaggio che sia generativo, e cioè che “fermenti” suggerendo e ispirando nuove forme. Per ciò, questa mostra è molto importante. Non (solo) per la curiosità. Ma soprattutto per la fertilità dell’immaginario, del pubblico e degli artisti».

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