25/03/2026

Trieste ha vissuto una giornata storica per la presenza dei presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor che, mano nella mano, hanno osservato momenti di raccoglimento davanti al Monumento nazionale di Basovizza, che ricorda le vittime delle foibe e dell’esodo e davanti al cippo di Tigr, che ricorda gli antifascisti sloveni fucilati dal regime fascista. alrto momento culminate della visita congiunta la riconsegna alla comunità slovena del Narodni dom, prestigioso edificio, progettato dall’architetto Max Fabiani, dato alle fiamme il 13 luglio del 1920 da una banda di squadristi. “La restituzione del Narodni Dom è frutto di un intenso lavoro di tutte le istituzioni”, ha dichiarato il ministro Lamorgese. Il presidente Mattarella ha detto che ” il tempo presente e l’avvenire chiamano al senso di responsabilità, a compiere una scelta tra fare di quelle sofferenze patite, da una parte e dall’altra, l’unico oggetto dei nostri pensieri, coltivando risentimento e rancore, oppure, al contrario, farne patrimonio comune, nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro”.

“Il torto è stato corretto, giustizia è stata fatta – ha detto il Presidente Pahor -. Possiamo celebrare assieme, Italia e Slovenia, perché si tratta di un’impresa condivisa. Si tratta di una vittoria meritata, per chi ha sempre creduto nella convivenza, nel rispetto reciproco e nei valori dell’Europa”.

Il Capo dello Stato era accompagnato a Trieste dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. Ad accogliere il presidente Mattarella il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, e il sindaco della città, Roberto Dipiazza.

L’onorevole Elisabetta Gualmini, europarlamentare del Partito Democratico della circoscrizione nord-est, plaude al ricordo delle vittime delle foibe e dei caduti sloveni. “La stretta di mano fra Mattarella e Pahor, la firma del protocollo per il passaggio di proprietà del Narodni Dom di Trieste a una fondazione costituita dalle associazioni che rappresentano la minoranza slovena e le onorificenze dei rispettivi paesi al simbolo vivente del rapporto fra i due popoli, lo scrittore Boris Pahor, fotografano i valori di un’Europa che supera assieme le difficoltà aiutandosi in momenti complicati, rinsaldando l’amicizia fra i popoli e costruendo un futuro condiviso”

“Mattarella e Pahor oggi hanno dimostrato responsabilità politica e istituzionale nel modo più alto e nobile, da veri statisti. Si sono assunti il peso ma credo anche la soddisfazione di un atto di conciliazione forse difficile ma necessario, carico di significato per le popolazioni italiane e slovene del confine orientale. Lo ha affermato la senatrice Tatjana Rojc (Pd), espressione della minoranza slovena,

“Mattarella e Pahor hanno compiuto un gesto potente, la dimostrazione di una volontà di pace che va oltre ogni polemica. A Trieste e a tutta l’area del nostro tormentato confine orientale viene data l’occasione di costruire un futuro nuovo”. Lo ha affermato la deputata Debora Serracchiani (Pd) che oggi ha partecipato a Basovizza (Trieste) alle cerimonie con i Capi di Stato italiano e sloveno Sergio Mattarella e Borut Pahor, che si sono stretti la mano alla Foiba e al monumento ai fucilati sloveni.

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