28/03/2026

Il 15° congresso della Lega delle Cooperative del Friuli Venezia Giulia, che si è svolto a Tavagnacco,    cui hanno preso parte quasi 200 tra delegati e invitati, si è concluso  con la nomina della nuova presidente,  Michela Vogrig, che prende il posto del presidente uscente, Livio Nanino. 

Vogrig, dal 2009 presidente del consorzio Cosm, principale realtà consortile della cooperazione sociale del Friuli  Venezia Giulia che, ad oggi, associa 19 cooperative, è la prima donna a guidare l’associazione che raccoglie le più  grandi cooperative della regione, nonché la prima presidente nella storia di Legacoop Fvg a provenire dal mondo  delle cooperative sociali.

I lavori della giornata

Ad aprire i lavori, il presidente uscente Livio Nanino a cui sono seguiti i saluti delle autorità, ma anche del mondo  associazionistico, cooperativo, universitario e sindacale (il sindaco di Tavagnacco Moreno Lirutti, l’onorevole  Walter Rizzetto, l’ex rettore dell’ateneo friulano Alberto Felice De Toni, il presidente di Confcoperative Fvg e  rappresentante dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Daniele Castagnaviz, Luigi Oddo della Uil, Anna Fasano,  presidente di Banca Etica, Franco Clementin, presidente regionale della Confederazione Italiana Agricoltori,  Federico Gangi e Sonia Malisani di Extark, Giancarlo Ferrari, presidente Fondazione Pico, Nevio Alzetta, delegato  Assicoop Fvg, Giorgio Nanni, progetto Cer, Matteo Ghiotto, PartEnergy, Andrea Caffarelli, prorettore dell’Ateneo  friulano).

Ad intervenire in mattinata anche l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, il presidente del Consiglio  Regionale Piero Mauro Zanin.

“In questa legislatura – ha spiegato Rosolen – abbiamo vissuto i profondi e veloci cambiamenti intervenuti nel  mondo del lavoro, abbiamo dovuto fare i conti con diverse crisi aziendali, con l’emergenza Covid-19 e con le  ricadute della guerra in Ucraina ma abbiamo avuto la fortuna di incontrare interlocutori che hanno sempre  afferrato le evoluzioni cercando di trovare delle soluzioni alle trasformazioni della società; una parte delle risposte  è arrivata anche da Legacoop e dal mondo della cooperazione. Le Centrali cooperative hanno infatti lavorato per  la ripresa sociale ed economica con l’Amministrazione regionale”. 

“La cooperazione – ha commentato Zanin – è nata con una scala di valori a me molto cara – quella che vede la  dignità dell’uomo prevalere sul lavoro e sul capitale. E credo sia una prospettiva da rilanciare per costruire un  futuro di benessere nelle nostre comunità, dopo la sbornia della globalizzazione che aveva invertito quella  gerarchia ma è andata a infrangersi sulla spiaggia della pandemia. La cooperazione deve contribuire a riattivare  l’ascensore sociale che nell’Italia del boom garantiva ai figli una condizione di vita migliore rispetto alla famiglia  d’origine».

Nel corso della mattinata sono anche state premiate due cooperative. A ricevere il riconoscimento sono state  Clu-Cooperativa Sociale Lavoratori Uniti Franco Basaglia di Trieste (che nel 2022 ha festeggiato i suoi 50 anni di  attività, esattamente come gli anni che corrono dalla nascita, per la prima volta, della cooperazione sociale) e  Cramars di Tolmezzo (da 25 anni riferimento importante per la montagna).

Il nuovo corso di Legacoop Fvg: da Nanino a Vogrig

Applaudito il discorso di Nanino, che dopo quattro anni di mandato, ha deciso di non candidarsi a questo  appuntamento. «La preoccupazione per il futuro non manca – ha ricordato –. Tuttavia, in questi anni ho trovato  cassetti pieni di idee, talvolta sogni, a volte persino troppo grandi da realizzare nella dimensione della singola  cooperativa. Si tratta di un patrimonio che non possiamo permetterci di disperdere .   Per fare questo c’è bisogno  di unità, di concentrare ogni sforzo per essere al fianco delle nostre imprese, ascoltandole e accompagnandole a  realizzare le loro scelte».

A tracciare il prossimo futuro di Legacoop Fvg la nuova presidente. «Per l’immediato futuro  servono politiche  associative in grado di interpretare un contesto in rapida e mutevole evoluzione, una discontinuità generazionale  e di genere, non solo dichiarata ma agita, in grado di affrontare con un “altro passo” e da prospettive diverse le  nuove sfide.  È necessario – ha chiarito ancora Vogrig – accelerare il passo consapevoli che quei processi distintivi  partecipati e democratici propri del nostro “essere impresa” possono diventare potenti grimaldelli per affrontare  quel cambio di paradigma economico e culturale richiamato dal Piano d’Azione europeo per l’economia sociale. Un  atto importante – ha concluso – che riconosce la nostra particolare forma di impresa come alternativa ad  un’economia estrattiva che sta mostrando tutti i suoi limiti.»

La tavola rotonda

Prima dell’elezione degli organismi e i vari adempimenti congressuali,   si è svolta anche una tavola rotonda  intitolata “Il 2° Principio cooperativo: controllo democratico da parte dei soci”. Tema importante questo, dato che  in vista del congresso nazionale di Legacoop che si svolgerà a marzo prossimo, è stato assegnato a sette regioni  italiane il compito di discutere sull’attualità dei 7 principi cooperativi internazionali. Legacoop Fvg, nello specifico,  si è occupata proprio del 2° principio.

Seduti allo stesso tavolo, moderati dal direttore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, sono intervenuti Paola  Benini, presidente Confcooperative Alpe Adria, Simone Gamberini, direttore di Coopfond e candidato presidente di  Legacoop nazionale, Tito Menzani, docente di Scienze aziendali all’Università di Bologna, e Livio Nanino,  presidente uscente di Legacoop Fvg.

 Prima delle conclusioni del presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti, l’intervento del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga. “Le imprese e le imprese cooperative – ha commentato il presidente portando  i suoi saluti in collegamento da Trieste – svolgono un ruolo importante nel nostro territorio. Basti pensare   che  nel 2021 il Friuli Venezia Giulia è la regione che più è cresciuta a livello nazionale e anche gli ultimi aggiornamenti  sulle previsioni per il 2023 vedono una crescita, seppur lieve, dello 0,4%. Guardiamo dunque al futuro con  ottimismo e in questo anche le cooperative dovranno essere protagoniste costruendo insieme una strada  condivisa, perché le scelte migliori sono quelle prese in modo collettivo nell’interesse di tutti”.

Come ricordato, Legacoop Fvg raccoglie le più grandi cooperative della regione e con i suoi quasi 210 mila soci e  un valore della produzione di 1,21 miliardi di euro, rappresenta un osservatorio privilegiato sul movimento  cooperativo e, di conseguenza, sull’andamento economico del territorio.

Le imprese aderenti, infatti, da sole, impiegano oltre 16 mila addetti. Grandi e longeve, visto che delle 170  cooperative e imprese associate, oltre 20 hanno superato i 50 anni di vita e ben 7 hanno tagliato il traguardo dei  100 anni di attività.

«In linea generale – ha commentato a margine del congresso il presidente uscente Livio Nanino, sulla base dei  dati pubblicati nell’ultimo bilancio sociale di Legacoop Fvg – le aderenti, nonostante un anno durissimo a causa  della pandemia e dei primi segnali di aumento dell’inflazione e della speculazione sui mercati, tengono se non  addirittura migliorano le performance del 2020. La bontà del lavoro e dei risultati ottenuti dalle associate nel suo  complesso è testimoniato infatti dall’aumento del patrimonio netto, che (ultimi dati disponibili ndr) segna +18  milioni a fine 2021 (da 200 milioni del 2020 a 218 del 2021)».

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