14/07/2024

Sono i re indiscussi del piccolo schermo, di bianco vestiti recitando la parte dei cattivissimi. E’ l’era degli chef stellati, vere star della tv e testimonial di eventi legati alla cucina. Carlo Cracco ha tagliato il nastro dell’edizione 2016 di Friuli Doc e prima di lui è stata la volta di Joe Bastianich. Adesso è il turno di Alessandro Borghese che inaugura Gusti di Frontiera a Gorizia. A Torino, invece, per inaugurare il Salone del Gusto le forbici per il taglio del nastro sono state messe in mano al ministro per la Cultura, Dario Franceschini. Ma come? Non Canavacciuolo o Barbieri?. No. E no perché il cibo, i suoi colori, gli odori e i sapori sono un veicolo di cultura, uniscono popoli che si “annusano” tra loro, avvicinano le genti con una forza di cui solo il cibo, fonte di vita, è in grado di fare.
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Oggi purtroppo da veicolo culturale il cibo è diventato strumento per fare audience e nel peggiore dei modi. Spopolano le trasmissioni d cucina e ben venga si potrebbe dire, se servono ad avvicinare la gente al favoloso mondo del cibo e del buon gusto. Ma i pluristellati chef si dilettano a lanciare con sprezzo piatti di cibo in ogni dove dal pavimento al soffitto fino alla spazzatura. Tra lasciando la retorica che porta a pensare alla gente che muore di fame, volendo rimanere in Italia non si può certo dire che queste buffonate  delle padelle mandino un bel messaggio alle casalinghe che s’ingegnano a preparare gli arancini con il risotto avanzato o una pasta al forno della sera con i rigatoni rimasti in pentola dall’ora di pranzo.
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Non mandano un bel messaggio a tutti i giovani che studiano e s’impegnano per entrare in una cucina professionale e che lo fanno perché amano e rispettano il cibo come dovrebbe fare chiunque lo sposi e lo trasformi in una professione. Ben venga Antonella Clerici e la Prova del cuoco e tutti i programmi tv dove s’impara guardando, ma non si può guardare chi tratta il cibo con sprezzo, quel cibo che ai grandi chef ha fatto guadagnare fama e bei soldi. Se si deve scegliere tra il rispetto a una fonte di vita e tenere i telespettatori incollati allo schermo, beh ….. agli assennati l’ardua sentenza.
Lisa Zancaner

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