22/02/2024

L’iniziativa è stata organizzata dal Centro Ricerche Turismo e Cultura di Gorizia presieduto dalla dottoressa Marina Bressan, con il patrocinio dell’Università degli studi di Udine, del Comune di Gorizia e del Consolato Onorario d’Austria del Friuli Venezia Giulia.

La ferrovia della Transalpina è lì da più di cent’anni, costruita a tempo di record, se si pensa agli ostacoli orografici che vennero arditamente superati. Si lavorò per circa 5 anni, tra il 1901 e il 1906, su una tratta di 144 chilometri, accorciando le distanze tra Vienna, Monaco e Trieste. Tra il cuore d’Europa e il mare. Questo gioiello ingegneristico funziona ancora non senza soddisfazioni per quello che riesce a dare nel suo stato attuale, con treni storici e tematici, treni che portano auto e biciclette, passeggeri e merci che non fanno crescere l’erba dell’abbandono tra i binari. E’ anche vero, però, che questa ferrovia che ha attraversato storie e guerre di popoli, “tanto che il suo fascino sfocia nel mito” ( cit. Phuali) ha visto un progressivo declino. Ma questa ferrovia potrebbe diventare il fiore all’occhiello dell’ Europa dei viaggi turistici e sostenibili. Una ferrovia che ben si raccorderebbe al montante crocerismo che fa meta a Trieste, come ha sottolineato l’assessore regionale Callari presente al convegno insieme all’assessore alla cultura di Gorizia Fabrizio Oreti, al professor Francesco Pitasso dell’Università di Udine e Tomaž Conrad, vicedirettore del GectGo. la Transalpina, per il suo alto valore simbolico , lancia un messaggio inequivocabile di cooperazione e fratellanza – ha aggiunto Callari – e può essere un elemento catalizzatore per una sorta di ritorno al futuro sul quale la Regione può, insieme alla Slovenia, investire risorse.

Per valorizzare questo diamante sono necessarie sinergie tra Italia, Austria e Slovenia, risorse economich eimpegnative da traguardsarsi anche oltre il fatidico 2025, coinvolgendo i Gruppi di Cooperazione Europea presenti in regione ( GectGo e Euroregio) e gli stakeholeders in uno sforzo comune che premierebbe tutti- ha commentato il direttore di Euroregionenews Gianfranco Biondi, portando i qualità di consigliere portavoce, i saluti della Console Onoraria d’Austria per il Friuli Venezia Giulia, Sabrina Strolego, che ha concesso il patrocinio consolare all’iniziativa.

A fare nuovamente un punto su progetti, ipotesi e piani di lavoro già esistenti sul rilancio della Transalpina, anche perchè non è certamente la prima volta che se ne parla, sono stati i relatori invitati a Gorizia da Marina Bressan, in una delle aule dell’Università di Udine nell’ex convento di Santa Chiara.L’avvocato Alessandro Puhali, coordinatore del Comitato Trasporti GectGo e membro del Consorzio per la Transalpina, attivo in Slovenia, ha tracciato una appassionata e dotta sintesi storica sulla vasta rete ferroviaria asburgica mentre Matjaž Marušič , esponente del Consorzio per la Tansalpina, ha illustrato le linee di rilancio e sviluppo della Transalpina.

La ferrrovia Transalpina fa parte di una vasta rete di strade ferrate che l’impero austro-ungarico costruì nell’ambito dell’Alpenbahnenprogramm. I treni giungevano a Trieste nella stazione in campo Marzio, che ora la Fondazione Ferrovie Italiane sta riqualificando a scopi museali, per farne un polo culturale tra i più importanti d’Italia.

Così scrive Puhali in un suo articolo apparso su kadmos.info il 21 settembre 2021:”Chi sale su un treno per percorrere anche solo un tratto della Ferrovia Transalpina (Bohinjska Proga, Wocheinerbahn), non si limita a prendere posto in un vagone, ma entra in un mondo di variegate emozioni…”

Rispetto al suo glorioso passato, oggi la Transalpina funziona nella tratta Trieste Campo Marzio – Villa Opicina per il trasporto merci mentre tutto il resto, fino a Jesenice, è una ferrrovia complementare di 129 chilometri, obsoleta, a binario unico, non elettrificata, delle ferrovie slovene , che collega Nova Gorica alla valle dell’Isonzo e alle Alpi Giulie.

Con i suoi ponti, viadotti e gallerie di grande impegno costruttivo, dovendo passare rilievi imponenti ( Alpi Giulie, Caravanche, Tauri e Carso)… “Rimane la più breve infrastruttura terrestre tra regione adriatica e Centro Europa e consente un collegamento diretto ed alternativo tra Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Carinzia, costituendo una preziosa risorsa per lo sviluppo turistico transfrontaliero e per relazioni ferroviarie turistiche internazionali a lunga percorrenza”, scrive ancora Puhali .

Oggi la ferrrovia è utilizzata “sottotono” pur facendo la felicità di chi la scopre e la utilizza come turista ma le potenzialità di questo manufatto, sono enormi, in grado di richiamare un turismo internazionale. Molte le declinazioni di utilizzo, dal turismo storico rievocativo a quello ambientale, da quello sportivo a quello enogastronomico.

il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale dei Comuni di Gorizia, Mestna občina Nova Gorica (Slo) e Občina Šempeter-Vrtojba (Slo)” – GECT GO, e il Posoški razvojni center / Agenzia di Sviluppo della Valle dell’Isonzo con sede a Tolmin/Tolmino stanno lavorando insieme per il rilancio della ferrrovia.

Esiste anchr un Consorzio sloveno per la valorizzazione dell Transalpina ma non ne fanno parte i comuni italiani, in special modo Trieste.

Nel suo intervento, Matjaž Marušič ha fatto chiaramente comprendere che la Transalpina non va abbinata solamente al romanticismo di uno sbuffante treno storico o ai treni tematici ad uso turistico. Pur se sarà proprio questo turismo culturale e ambientale a rilanciarla, la Transalpina è pur sempre un collegamento ferroviario anche ordinario per passeggeri e, in misura limitata, per le merci a servizio dell’industria locale. Il treno nuovo di zecca di fabbricazione svizzera che ha iniziato a circolare sulla linea è un passo concreto in questa direzione. Occorre tendere alla modernizzazione e alla sicurezza attraverso la riqualificazione strutturale della ferrovia e delle sue stazioni, aumentando quelle di incrocio, migliorando la gestione e il marketing , integrandola con il trasporto multimodale e suppportandola con il digitale. Ci sono già gli studi e i piani che permetterebbero di intraprendere i percorsi. Nova Gorica e Gorizia, Capitale della Cultura Europea nel 2025, è un’occasione irripetibile per ridare a questo “unicum ferroviario” un protagonismo internazionale del tutto meritato.

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