11/06/2024

È il viaggio, metafora dell’eterno anelito umano di oltrepassare i propri orizzonti di studio e conoscenza, il cardine a attorno al quale ruota il percorso espositivo di “KOSMOS. Il veliero della conoscenza” a cura di Andreina Contessa e dell’Ufficio mostre del Museo (Alice Cavinato, Fabio Tonzar e Daniela Crasso) aperta al pubblico dal 21 dicembre 2023 alle Scuderie del Castello di Miramare.

Lo spazio espositivo alle Scuderie del Castello è stato riaperto per l’occasione, dopo una lunga pausa post pandemia, con un allestimento spettacolare e innovativo che si avvale anche di strumenti altamente tecnologici per raccontare al pubblico di oggi modo in cui è nata la conoscenza scientifica e come continua a essere sprone e traguardo per molti studiosi. Il percorso si avvale anche di installazioni digitali, modelli in scala e diorami che faranno vivere al visitatore l’esperienza della vita a bordo di una nave adattata per un’importante spedizione scientifica. Nella “Sala della Vertigine cosmica” il viaggiatore contemporaneo potrà fluttuare tra le galassie, mentre il tema dell’Intelligenza artificiale è il grande protagonista di una delle sezioni espositive che ampliano lo sguardo verso il domani, il viaggio della scienza, del sapere, e delle conoscenze dall’Ottocento al futuro.

Fulcro della mostra e inizio del percorso espositivo, è il viaggio che portò il 30 aprile 1857 la fregata Novara a salpare da Trieste per percorrere 51.856 miglia marine, con 22 tappe principali in cinque continenti. Il progetto espositivo sviluppa molte componenti scenografiche e mette in mostra rilevanti reperti e opere mai esposte prima che provengono soprattutto dal viaggio della fregata e che furono presentate al rientro della spedizione a Trieste nel 1860 nel Palazzo della Borsa. In mostra, oltre 150 tra reperti naturalistici, oggetti etnografici, strumenti storici di navigazione e rilevamento dati e utensili scientifici, fotografie e libri antichi, dipinti e acquerelli.

Gli obiettivi principali della spedizione ottocentesca erano l’esplorazione e la descrizione cartografica di zone della Terra non ancora conosciute, la conoscenza e lo studio delle popolazioni indigene, la raccolta e la catalogazione di reperti di minerali, così come di specie vegetali e animali, oltre all’importante scopo di tessere nuovi rapporti economici, strategici e diplomatici. Mai come nell’Ottocento fu esplorata così tanta parte della Terra in un periodo così breve; si scoprirono, catalogarono e studiarono moltissimi reperti antropologici ed esemplari botanici, zoologici e geologici, studi che produssero una notevole mole di documenti.

“Negli stessi anni in cui Massimiliano costruiva il Castello di Miramare e definiva la collezione botanica del suo grande giardino – spiega Andreina Contessa, direttore del Museo Storico e del Parco del Castello di Miramare –, promuoveva la scienza supportando una rete di conoscenze e contatti tra gli studiosi del tempo”.

La mostra è, infatti, un omaggio alla figura di Massimiliano d’Asburgo e al suo amore per il mare, i viaggi e le navi. Principale promotore di missioni internazionali della Marina austriaca, di cui detiene il comando dal 1854, partecipa direttamente alla spedizione in Brasile tra il 1859 e il 1860 e segue a distanza e con attenzione il viaggio a carattere d iplomatico, scientifico, commerciale e militare effettuato dalla Novara tra il aprile del 1857 e l’agosto del 1859, con lo scopo di effettuare la circumnavigazione del globo.

Il titolo della mostra, invece, è un omaggio al grande geografo e naturalista tedesco Alexander von Humboldt e alla sua opera, Kosmos, che diede alle stampe pochi anni prima la partenza della spedizione della Novara, e che è uno dei più esaustivi progetti di descrizione fisica del mondo poiché raccoglieva tutte le conoscenze note fino a quei giorni.

“Alexander Von Humboldt – continua Contessa -, nel volume in cui faceva riferimento a tutte le scoperte scientifiche conosciute all’epoca – teorizzava che tutte le cose fossero collegate tra loro, il che anticipa il nostro concetto di ecologia. La mostra vuole inquadrare il percorso che sempre viene fatto per scoprire il mondo. Ogni iniziativa e desiderio di scoperta nasce, infatti, da una necessità innata di conoscenza che ha l’uomo. Per scoprire il mondo bisogna intraprendere un viaggio e, questo percorso, porta ad altre domande e, inevitabilmente, ad altre culture”.

“KOSMOS. Il veliero della conoscenza” documenta come anche oggi, la raccolta dei dati sia un tema che rimane di stretta attualità e contribuisca alla costruzione del sapere. Prende in esame il viaggio contemporaneo e l’attuale, inesaurita sete di scoperta, oggi caratterizzata da strumenti e tecnologie che consentono da un lato una conoscenza universale del mondo ma che, dall’altro, non ci concede alibi di inconsapevolezza.

Grazie a prestiti di importanti musei viennesi e alla collaborazione con molte istituzioni – Università degli studi di Trieste, Civico Museo del Mare di Trieste, Musei civici di Trieste, Fondazione Internazionale Trieste, SISSA, OGS – l’esposizione alle Scuderie del Castello di Miramare reitera la magnifica esperienza del viaggio e della storia delle scoperte raccontando esperienze di viaggiatori e scienziati, di saperi e tradizioni, rivelando in modo spettacolare la conoscenza immagazzinata nelle biblioteche, nelle collezioni e negli archivi e tradotta fino ai giorni nostri da menti brillanti e lungimiranti.|

INTERVENTI

STEFANO FANTONI, President of the International Trieste Foundation for the Advancement and Freedom of Science.

La mostra KOSMOS non si limita soltanto a documentare la spedizione scientifica della Novara nella sua circumnavigazione del Globo del 1857-1859, ma vuole anche testimoniare l’impetuoso viaggio della scienza dai tempi di Darwin e di Babbage ai giorni nostri verso un futuro imprevedibile, come sempre accade nel viaggio verso la conoscenza. Questa testimonianza si dipana attraverso le conquiste della Fisica, con lo sviluppo straordinario di teorie fondamentali (quali la meccanica quantistica e la relatività) e quello altrettanto straordinario degli acceleratori di particelle da ADA al CERN, fino a toccare la grande evoluzione delle conoscenze sui costituenti degli oceani e del loro impatto sulla vita dell’uomo e viceversa – prova ne sono i grandi data center oceanografici e la recente spedizione della nave Laura Bassi al punto più a sud del Globo, mai raggiunto -. Per non dimenticare l’astronomia, “levatrice delle scienze”, come ebbe a dire Henri Poincaré, e l’osservazione dello spazio profondo alla ricerca della soluzione dei misteri dell’Universo. Tutto condito con il fenomenale sviluppo della “scienza dei dati”, che a partire dall’intuizione visionaria di Babbage su un “calcolatore universale” ed ai sogni di Alan Turing sulle “macchine pensanti in grado di battere l’uomo” ha portato alla costruzione dei moderni super computer e alla scoperta dell’intelligenza artificiale. Che meraviglia!! E di tutto questo la Trieste della scienza occupa un posto fondamentale nel mondo con le sue Università ed i suoi Istituti di ricerca.

GUIDO ABBATTISTA, Guido Abbattista – Professor of Modern History, University of Trieste -Department of Humanities

Il progetto “Global Sea Routes” diretto dal prof. Guido Abbattista presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste con le dott.sse Erica Grossi, Ginevra Zelaschi e Valentina Rumiz, ha contribuito alla mostra “Kosmos” presso il Museo Castello di Miramare con materiali per l’esposizione e con apporti scientifici al catalogo. I materiali riguardano soprattutto aspetti delle collezioni scientifiche della Novara finora mai considerati. È stata accertata la notevole consistenza delle raccolte di documenti manoscritti e a stampa riportati a Trieste e a Vienna, con la scoperta anche di oggetti conservati presso la Biblioteca Civica A. Hortis di Trieste. In secondo luogo, è stato effettuato un lavoro sistematico di analisi e schedatura dei reperti naturalistici frutto della spedizione e posseduti dal Civico Museo di Storia Naturale di Trieste, avviando lo studio dei volumi di argomento scientifico pubblicati dopo la spedizione e la ricerca di ulteriori reperti zoologici ed etno-antropologici, nonché di modelli fisici della nave presenti in musei viennesi e italiani e in collezioni private. Infine, è stato effettuato, in collaborazione con Animdrops-Animation and Creative Studio di Mattia Talò, un lavoro di ricostruzione dettagliatissima della Novara in formato digitale 3D accessibile anche in realtà virtuale: g razie a tecnologie d’avanguardia oggi si dispone di una rappresentazione digitale realistica e assolutamente inedita degli interni e dell’esterno del veliero.

ROBERTO TROTTA, Professor of Theoretical Physics & Head of Data Science, SISSA

La mostra si apre e chiude con due esperienze immersive nel panorama della ricerca contemporanea, ispirate dal fil rouge della raccolta e analisi dei dati riguardanti il cosmo che ci circonda, già evidente nel viaggio della Novara. Nella prima sala, il pubblico avrà modo di sperimentare cinque secoli di scoperte ed esplorazioni scientifiche nell’arco di cinque minuti, in un video onirico creato grazie all’intelligenza artificiale generativa dall’artista e videomaker Gigi Funcis, con la consulenza scientifica del Prof. Roberto Trotta della SISSA. Il video non solo trasporta lo spettatore nel tempo e nello spazio, ma mette anche in evidenza la potenza creativa ed immaginifica raggiunta dall’intelligenza artificiale. L’ultima sala propone alcuni esempi di come la ricerca scientifica di punta si avvale di dati sempre più complessi e sempre più numerosi, che possono essere analizzati e compresi solo grazie a tecniche statistiche e di intelligenza artificiale. In una spettacolare infinity room che riproduce la sensazione vertiginosa di un universo senza confini, il visitatore si trova immerso nelle osservazioni del cosmo del telescopio spaziale Euclid; sperimenta il mondo dell’infinitamente piccolo del CERN di Ginevra; ed accompagna la rompighiaccio Laura Bassi in un viaggio di esplorazione artico. La sala è stata allestita con la consulenza scientifica della SISSA, dell’Osservatorio di Trieste, dell’INFN e dell’OGS, con l’apporto musicale di Gigi Funcis.DIEGO GIACCHELLO, amministratore Officina delle idee

Chi progetta allestimenti temporanei è consapevole del poco tempo in cui il suo disegno troverà una forma costruita e di come altrettanto rapidamente essa verrà smontata e smaltita. Le testimonianze che sopravvivranno saranno sostanzialmente le esperienze dei visitatori e le immagini digitali che gli stessi avranno raccolto con i propri smartphone. Fotografie e brevi video si conserveranno, forse per sempre, in affidabili data center sparsi qua e là ne l pianeta. Anche noi lavorando all’allestimento abbiamo prodotto migliaia di scatti. Ce li siamo scambiati per un quesito, un confronto, una conferma, mentre in pochi giorni si stava concretizzando quel percorso espositivo pensato nei mesi estivi. Ma è dentro di noi che tratterremo gelosamente il valore di questa piccola avventura fatta di un’intesa perfetta tra persone che hanno lavorato insieme per la prima volta e che si sono capite subito, unite dall’obiettivo di illustrare al meglio i contenuti dalla mostra. Sono molte le componenti scenografiche di questo allestimento, un percorso espositivo che si configura soprattutto come un racconto e non solo come un’ordinata sequenza di opere e di reperti, pur eccezionali, lasciati soli nell’algido contesto delle Scuderie. Per questa ragione, quando ogni cosa verrà disallestita e osserveremo le stanze vuote, siamo certi che resterà in noi una sorta di sottile malinconia, quella che contraddistingue la fine di ogni viaggio.

| IL VIAGGIO DELLA FREGATA NOVARA (30 aprile 1857 – 26 agosto 1859)

Partita da Trieste il 30 aprile 1857, la fregata Novara, scortata dalla corvetta Carolina, fece tappa a Gibilterra e poi a Funchal, sull’isola di Madeira. Il 20 giugno, la fregata si separò dalla corvetta (che farà rotta prima verso lo stato di Pernambuco in Brasile, poi lungo la costa occidentale dell’Africa), giungendo a Rio de Janeiro all’inizio di agosto. Ad ottobre dello stesso anno la Novara sbarcò a Capo di Buona Speranza, l’unica sosta programmata sulla costa africana.

Toccando le isole di St. Paul, Amsterdam e Ceylon, durante la primavera del 1858 fece sosta in India (Madras, oggi Chennai), alle Isole Nicobare, a Singapore e a Giava, giungendo a Manila (Filippine) il 15 giugno. Durante l’estate, la fregata raggiunse Hong Kong e Shanghai, partendo poi alla volta dell’Australia (Sydney) e della Nuova Zelanda (Auckland), dove il geologo Ferdinand von Hochstetter rimase nove mesi per studiarne le isole dal punto di vista geografico e geologico.

Nel gennaio 1859 la fregata toccò Tahiti e dal 17 aprile raggiunse le coste del Cile (Valparaiso). L’8 maggio gli ufficiali della nave ricevettero via posta la notizia degli scontri contro la Francia e il Regno di Sardegna (la Seconda guerra d’indipendenza italiana era di fatto già cominciata il 27 aprile) e cancellarono le previste tappe sudamericane. Karl von Scherzer lasciò la Novara per ottenere notizie commerciali, etnografiche e statistiche utili alla spedizione e informarsi sulla sorte delle famiglie di emigranti tirolesi in Perù, passando per Lima e raggiungendo Panama via terra, da dove si imbarcò su un piroscafo per raggiungere Gibilterra e reimbarcarsi sulla fregata austriaca.

L’11 giugno 1859 la Novara incrociava la rotta tenuta nel 1857, compiendo la circumnavigazione del globo e facendo rotta nuovamente per Trieste passando per Gibilterra e concludendo il viaggio il 26 agosto 1859.

|IL PERCORSO ESPOSITIVO

La metafora del viaggio. Il primo impatto con la mostra è scenografico e immersivo: viene resa l’idea del viaggio per esplorare l’incognito, ai confini del globo terrestre, nelle profondità marine, nell’infinita grandezza del cosmo o nel mondo incommensurabilmente piccolo delle particelle subatomiche.

Dalla filosofia naturale alla scienza e storia della Novara. Racconto della transizione da una filosofia intrecciata alle scienze naturali alla moderna concezione della scienza. La figura del viaggiatore-filosofo lascia il posto a quella dello scienziato. Le spedizioni compiute nello spirito dei Lumi (XVIII sec.) e la fondazione delle società scientifiche europee.

Obiettivi della circumnavigazione e la preparazione del viaggio. Il progetto di una spedizione intorno al mondo con scopi scientifici e diplomatici fu avanzato nel 1856 dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, comandante in capo della marina austriaca. La spedizione aveva l’obiettivo di dare un sostanziale contributo alle scienze naturali, attraverso la raccolta di osservazioni, misurazioni, dati e reperti da destinare alle accademie scientifiche imperiali.

Storia delle esperienze precedenti e dei saperi immagazzinati nei libri.

Vita a bordo della fregata, episodi di viaggio, diario di bordo. Una sala che sembra fatta apposta per attrarre l’attenzione di grandi e bambini sulla complessa organizzazione di una spedizione scientifica. Espedienti scenografici estrumenti digitali aprono una curiosa finestra sulla vita a bordo della Novara e sulla quotidianità dei marinari imbarcati.

Gli ufficiali. Chi erano gli studiosi imbarcati sulla Novara? In questa sala si impara a conoscere le loro biografie, i loro interessi e gli scopi scientifici che ciascuno di loro riponeva nella spedizione.

La ricerca a bordo. In questa sala è evocata la vita a bordo dei ricercatori, rappresentati da un’evocazione delle loro cabine. È ricordata la cabina dell’etnografo, dello zoologo, del botanico e del pittore Selleny con una selezione di acquerelli originali prestata dall’Albertina di Vienna e oggetti d’epoca provenienti dal viaggio della Novara.

I cammini della conoscenza. In un grande pannello sono illustrate le tappe del viaggio della Novara. Con un espediente contemporaneo, la webcam, si viene catapultati nel presente per vivere la vita di oggi nei porti toccati dalla fregata nell’Ottocento.

Risultati e conoscenza acquisita. In questa sala vengono esposti i reperti naturalistici restaurati e si racconta delle mostre per rendere noti i risultati alla comunità di studiosi e al vasto pubblico. Si espongono anche le armi che furono appese alle pareti dello scalone d’onore del Castello di Miramare in dieci composizioni. Per la prima volta possono qui essere osservate da vicino, dopo il recente restauro. La raccolta di reperti zoologici della spedizione Novara è impressionante: oltre 26.000 esemplari tra animali, ossa, nidi e uova. Si trova qui il curioso pinguino saltarocce dell’isola di st. Paul, dal caratteristico capo crestato che fu più volte raffigurato anche dal pittore di bordo Selleny.

La condivisione di dati e reperti e le pubblicazioni. Gli studiosi a bordo della Novara raccolsero 376 reperti di interesse etnografico, rappresentativi, secondo la loro ottica, degli usi e costumi degli abitanti dei luoghi visitati. La raccolta colpisce per la varietà tipologica: oggetti di uso quotidiano, ornamenti, indumenti, armi, strumenti, libri e documenti. Una parte di questi oggetti rimase per qualche anno a Miramare: erano infatti destinati a un museo da costruire nel parco, che Massimiliano aveva progettato, ma che non fu mai realizzato. Nel 1883 questi oggetti furono inviati a Vienna e si trovano oggi nelle collezioni del Weltmuseum Wien. I risultati scientifici della circumnavigazione vennero editi in 18 volumi, dedicati alle conoscenze acquisite nei vari ambiti.

Un mare di dati. Si entra nella parte più tecnologia e spettacolare della mostra. Oggi come allora, la ricerca di punta si avvale di osservazioni sempre più dettagliate e complesse del cosmo che ci circonda, nonché di potenti simulazioni al computer. Dalle straordinarie immagini dello spazio profondo del telescopio spaziale Euclid, alla ricostruzione della materia oscura nell’universo; dai frammenti subatomici prodotti nelle collisioni al Large Hadron Collider del CERN d i Ginevra, alle esplorazioni delle zone polari della rompighiaccio Laura Bassi, la nostra sete di conoscenza si spinge oltre le frontiere del noto.

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