27/03/2026

L’anno 2023 è caratterizzato da una stabilizzazione nella mobilità rispetto al 2022, anno nel quale era stato rilevato un netto incremento, in termini di spostamenti registrati, rispetto al periodo delle fasi più acute della pandemia. Sul fronte dell’incidentalità stradale si registra, a livello nazionale, una lieve diminuzione del numero delle vittime rispetto all’anno precedente (-3,8%); in controtendenza aumentano incidenti (+0,4%) e feriti (+0,5%), seppur in maniera contenuta.

In Friuli-Venezia Giulia, nel 2023, si sono verificati 3.187 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 56 persone e il ferimento di altre 4.122. Rispetto al 2022 diminuisce in modo significativo – e più di quanto si registri a livello nazionale – il numero delle vittime (-24,3%) a fronte di un calo più moderato degli incidenti (-2,4%) e di un lieve aumento dei feriti (+0,4%).

Il Friuli-Venezia Giulia rispetto agli obiettivi europei

I Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, riferiti ai decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale. Per il nuovo decennio di iniziative 2021-2030 gli obiettivi europei sulla sicurezza stradale prevedono l’ulteriore dimezzamento del numero di vittime e di feriti gravi entro il 2030 rispetto all’anno di benchmark (fissato nel 2019) e il monitoraggio di specifici indicatori di prestazione, Key Performance Indicators (sui temi: infrastrutture, veicoli, infrastrutture stradali, assistenza post-incidente), che l’Italia si prepara a fornire.

Nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte in Friuli-Venezia Giulia del 50,2%, più della media nazionale (-42,0%); fra il 2010 e il 2023 si registrano variazioni, rispettivamente, di -45,6% e -26,1%. Alla fine dello stesso periodo l’indice di mortalità sul territorio regionale si allinea a quello nazionale (1,8 decessi ogni 100 incidenti) a fronte di valori rispettivi nel 2010 di 2,6 e 1,9 deceduti ogni 100 incidenti.

Nel 2023 aumenta in Friuli-Venezia Giulia, rispetto al 2010, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani) deceduti in incidente stradale, attestandosi su un valore superiore alla media Italia (51,8% contro 47,6%).

Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione supera nel 2023 il corrispondente dato nazionale (51,8% contro 50%). Sempre tra il 2010 e il 2023 l’incidenza di pedoni deceduti è aumentata in Friuli-Venezia Giulia da 10,7% a 14,3%, mentre nel resto del Paese l’aumento è stato più contenuto, da 15,1% a 16,0%.

I costi sociali

Nel 2023 il costo dell’incidentalità stradale con lesioni alle persone è stimato in 17 miliardi e 700 milioni di euro per l’intero territorio nazionale (300 euro pro capite) e in oltre 327 milioni di euro (274 euro pro capite) per il Friuli-Venezia Giulia; la regione incide per l’1,8% sul totale nazionale.

Il rischio di incidente stradale

Tra il 2022 e il 2023 l’indice di lesività (numero di feriti ogni 100 incidenti) aumenta da 125,7 a 129,3 in controtendenza con l’indice di gravità (misurato dal rapporto tra il numero dei decessi e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100) che diminuisce da 1,8 a 1,3 e con quello di mortalità che passa 2,3 decessi ogni 100 incidenti a 1,8. L’incidentalità è particolarmente elevata nei comuni al di sopra dei 10.000 abitanti, in particolare a Trieste, Udine e Pordenone, e lungo gli assi autostradali e la Grande Viabilità Triestina. Permangono, inoltre, seppure in diminuzione rispetto al 2022, le criticità delle strade regionali SR14 sulla costiera triestina e SR13 di raccordo tra la SS13 Pontebbana e la SS54 a Tarvisio nelle quali si registrano complessivamente 133 incidenti, 2 morti e 195 feriti. L’indice di mortalità diminuisce nelle province di Udine (da 3,3 a 2,3), di Pordenone (da 2,8 a 1,9) e di Trieste (da 1,2 a 0,8) mentre aumenta in quella di Gorizia (da 0,9 a 2,2).

Nel 2023 il maggior numero di incidenti (2.235, il 70,1% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 33 morti (58,9% del totale) e 2.758 feriti (66,9%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano sulle autostrade (+7,0%) mentre diminuiscono sulle altre categorie di strada, con un calo più consistente sulle strade urbane (-3,5%), rispetto alle altre strade (-0,9%). Gli incidenti più gravi avvengono sulle autostrade (2,9 decessi ogni 100 incidenti) e sulle strade extraurbane (2,3 decessi ogni 100 incidenti).

Sulle strade urbane il 48,1% dei sinistri stradali si verifica lungo un rettilineo, percentuale che sale al 55,0% sulle strade extraurbane. In ambito urbano gli incidenti che avvengono nei pressi di un incrocio rappresentano il 18,9% del totale, seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (15,2%), di una curva (9,9%) e di una rotatoria (5,9%). Lungo le strade extraurbane il 24,6% degli incidenti si verifica in curva, l’8,3% nei pressi di un’intersezione e il 7,3% in prossimità di un incrocio.

I mesi e le ore più a rischio

Nel periodo gennaio-aprile si sono registrati in Friuli-Venezia Giulia 881 incidenti (27,6% del totale) mentre tra maggio e settembre, in coincidenza del periodo di maggiore mobilità per vacanze, se ne contano 1.514 (il 47,5% di quelli avvenuti durante l’anno), in cui hanno subito lesioni 1.957 persone (47,5%) e 26 sono decedute (46,4%). I mesi più critici sono stati giugno e luglio con il 10,3% degli incidenti in ogni mese. A settembre inoltre, si è registrato il 12,5% delle vittime della strada.

L’80,1% degli incidenti ha avuto luogo tra le 8.00 e le 21.00, ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 22.00 e le 23.00 (5,1 morti ogni 100 incidenti), tra le 3.00 e le 4.00 (5,0 morti ogni 100 incidenti) e tra le 4.00 e le 5.00 (4,8 morti ogni 100 incidenti), valori molto superiori alla media giornaliera (1,8) (Figure 6 e 7). Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 42,1% degli incidenti notturni, il 45,5% delle vittime e il 43,2% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 2,8 decessi ogni 100 incidenti, il valore più elevato si registra il venerdì notte (4,1).

Gli incidenti stradali nelle aree urbane, intermedie e periferiche

In Friuli-Venezia Giulia il 51,3% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani1; considerando anche le Aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai Poli, si arriva al 91,9% del totale. Nei comuni delle Aree interne, aree significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali (di istruzione, salute e mobilità), gli incidenti rappresentano l’8,1% del totale regionale. Rispetto al 2022, il numero delle vittime diminuisce di 12 unità nel totale dei Centri e di 6 unità nelle Aree Interne.

La rilevante diminuzione degli indicatori di mortalità (1,6 morti ogni 100 incidenti) e gravità (1,1 morti ogni 100 morti e feriti) nelle Aree interne rispetto al 2022 (3,6 e 2,4 rispettivamente) evidenzia una situazione divenuta più critica nei Centri, dove il valore di entrambi gli indicatori, seppur in diminuzione, si attesta su livelli superiori (1,8 morti ogni 100 incidenti e 1,3 morti ogni 100 morti e feriti).

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