13/05/2024

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La tecnologia fa passi da gigante e nel corso di pochi mesi cambiano le cose al punto da raggiugere livelli di connessione impensabili fino a qualche anno fa. Ormai con la fibra ottica per le reti fisse e la connessione 5G per gli smartphone si naviga alla grande. Il problema rimane sempre per quelle zone in cui non arriva né l’una e né l’altra soluzione. Non mi riferisco solamente ai cocuzzoli delle montagne abitati da un paio di pastori magari novantenni, bensì alle periferie dei capoluoghi di provincia e in ampie zone come Palmanova e dintorni, Rivignano Teor e tante altre zone come visibile nella mappa relativa alla fibra. Per quanto concerne la rete 5G mobile siamo ancora in alto mare, con una copertura limitata a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli. 

Copertura da rete in Fibra del Friuli Venezia Giulia

Una rapida procedura del comitato per la diffusione della banda ultralarga (Cobul) e la definizione della tabella di marcia, oltre che delle relative risorse a disposizione, per lo sviluppo della banda ultralarga e la connessione delle cosiddette ‘aree bianche’, ovvero quelle nelle quali l’attivazione di connessioni web veloci è antieconomica per gli operatori delle telecomunicazioni. Sono queste le richieste avanzate al Governo dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome con l’ordine del giorno promosso dal coordinatore della Commissione agenda digitale, l’assessore ai sistemi informativi del Friuli Venezia Giulia, Sebastiano Callari, durante la riunione dell’organismo, alla quale hanno partecipato anche il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli.

Aree coperte da 5G mobile

Callari ha spiegato che “è fondamentale ricostituire la governance del Cobul, venuta meno in seguito alla caduta del precedente governo, perché nonostante le sollecitazioni da parte delle regioni e la buona volontà di Infratel Italia, non abbiamo ancora dati certi sullo stato di avanzamento dei lavori per la copertura delle aree bianche e la realizzazione delle infrastrutture che dovranno rendere fruibile la banda ultralarga per ospedali, comuni, enti pubblici, aziende e anche abitazioni private”. L’assessore ha infatti spiegato che “prima di poter procedere alla seconda fase della pianificazione europea per la banda ultralarga per il 2020-2025 dobbiamo infatti avere almeno ultimato quanto previsto per la prima, altrimenti rischiamo di creare disservizi ai cittadini e di non investire nel modo migliori i fondi pubblici”.

La Conferenza ha poi avallato un secondo ordine del giorno che riguarda la digitalizzazione in senso ampio. “La legge prevede la realizzazione di alcuni poli strategici nazionali, ovvero data center di alto profilo, che dovranno sostituire gli attuali database delle amministrazioni locali, però non ci sono indicazioni sulle caratteristiche che queste infrastrutture digitali dovranno avere, ha chiarito Callari. Si tratta di una partita importante che coinvolge anche il Friuli Venezia Giulia dato che la nostra Regione, tramite Insiel, si è candidata ad ospitare uno dei principali cloud provider definiti come strategici a livello nazionale. È una sfida che possiamo vincere, ma abbiamo bisogno di certezze per effettuare gli investimenti necessari”. Auspicano d’incontrare a breve il ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano, per avere indicazioni chiare in merito.

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