18/08/2022

Inceneritori o termovalorizzatori: questione di definizioni, ma non solo. Il tema è diventato ‘caldo’ nel dibattito politico degli ultimi giorni e ha sollevato polemiche e tensioni. Se in molti paesi all’estero e in Italia l’installazione di aziende che producono energia e acqua calda ha comportato enormi vantaggi per i residenti, qui sembra che i profitti siano limitati agli imprenditori.

Dopo scioperi e proteste da parte dei cittadini dei Comuni interessati dal potenziale rischio derivato dalle emissioni inquinanti, torna alla ribalta la discussione anche nella giunta regionale. La linea esistente di termovalorizzazione in Comune di Manzano, non sarà smantellata a seguito della costruzione del nuovo impianto, ma sarà utilizzata a supporto solamente per i casi di emergenza o di fermo per manutenzione e le due linee non lavoreranno mai in parallelo. Questa la dichiarazione dell’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente Fabio Scoccimarro, durante i lavori d’Aula del Consiglio regionale.

La nuova linea sarà più potente ed efficiente, farà sì che si passi dallo smaltimento dei rifiuti con il solo incenerimento (codice D 10) all’ottimizzazione dei rifiuti con la produzione di energia (codice R 1). Ciò avverrà, ha spiegato Scoccimarro, “attraverso un adeguamento tecnologico che migliora le prestazioni ambientali e consente di incrementare, con maggiore rendimento, la produzione di energia elettrica e termica”.

La prescrizione di Via detta precise condizioni ambientali affinché la nuova linea non possa lavorare in parallelo con l’esistente, che l’eventuale situazione di backup sia limitata nel tempo (massimo 30 giorni l’anno) e con specifiche modalità; che debba essere predisposto un Piano di monitoraggio ambientale post operam delle deposizioni, in particolare delle diossine, in prossimità dell’impianto, il quale dovrà essere validato da Arpa prima del rilascio dell’Aia.

Nella stessa occasione delle interrogazioni e interpellanze consiliari, Scoccimarro, attraverso il collega Pizzimenti, ha dato risposta sul tema dell’impianto di Spilimbergo gestito dalla società Mistral. Anche in questo caso si tratta della richiesta di aumentare la quantità di rifiuti inceneriti, fornendo aggiornamenti sul procedimento di screening di Via avviato il 1 agosto. L’assessore ha riferito, in particolare, che ad oggi risultano in esame da parte del Servizio Valutazione ambientale le osservazioni pervenute da parte di cittadini, associazioni ambientali, Comune, Arpa e Azienda sanitaria e molto probabilmente saranno richieste integrazioni al proponente, in particolare su aspetti correlati al carico emissivo aggiuntivo prodotto dalla variante proposta e alle ricadute e relativi impatti ambientali, degli inquinanti organici e inorganici sul territorio circostante.

Quali siano i vantaggi per i residenti non è chiaro, sebbene sia lampante che in una zona come il manzanese, dove la produzione annua di rifiuti nel distretto della sedia è quantificabile in 4.000 ton. di croste di vernici solide derivanti dalla pulizia delle cabine di verniciatura, circa 4.000 ton. di imballaggi non ulteriormente riciclabili quali cartoni, pallet, reggette, film, plastici a cui si aggiungono stracci e altri materiali combustibili e infine circa 130.000 ton. di scarti di legno di cui 12.000 non più riciclabili. L’impianto di termoutilizzo degli scarti della lavorazione del legno che, non solo risponde efficacemente ed efficientemente alla primaria esigenza di smaltimento dei rifiuti del distretto a prezzi ridotti, ma produce, in cogenerazione, energia elettrica e termica, sarà sicuramente produttivo… per qualcuno.

Share Button

Comments are closed.