23/02/2024

Nella giornata del ricordo, davanti alla Foiba di Basovizza, il governatore del Friuli Venezia Giulia, nel ricordare la valenza internazionale del gesto comune che Pahor e Mattarella hanno compito sul luogo del martirio, ha anche aggiunto che, “purtroppo, ci sono ancora studiosi o pseudostudiosi revisionisti, negazionisti, riduzionisti che non fanno un favore al ragionamento libero, minando continuamente la verità. Quando non c’è verità, non c’è libertà . Quando si raccontano menzogne sui drammi del 900 le persone – ha sottolineato Fedriga – non sono libere di conoscere, di essere informate e di costruire insieme un futuro di pace”. Un impegno che ci siamo presi fin dall’inizio con i cittadini è quello di non collaborare – ha concluso il governatore – con realtà che trovano nel revisionismo la loro ragion d’essere”.

“Negazionismi e giustificazionismi della tragedia delle foibe e del drammatico esodo degli italiani istriani, fiumani e dalmati non possono essere accettati: per continuare a costruire una nuova Europa, la storia dev’essere ricordata. Il commento a nome del gruppo consiliare regionale di Forza Italia, il presidente Giuseppe Nicoli in occasione del Giorno del Ricordo.

Vicende che non devono essere dimenticate né negate afferma il capogruppo in Consiglio regionale del Pd, Diego Moretti, e i gesti ignobili come quello accaduto a Udine dove è stata abbattuta l’insegna dedicata a Norma Cossetto, ci devono ricordare l’impegno delle istituzioni nel tenere vivo il ricordo della nostra storia e a scriverne una pagina nuova ed esemplare sono stati il 13 luglio 2020 dai Presidenti della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e della Slovenia Borut Pahor davanti alla foiba di Basovizza. Esempio che va indirizzato anche e soprattutto ai giovani, per formare le coscienze delle future generazioni, perché nessuno possa dire più di non sapere a cosa porta l’intolleranza per chi è diverso da noi “L’invito e l’impegno alla costruzione di una memoria condivisa, capace di unire e riappacificare”, giungono i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, in occasione del Giorno del Ricordo. Sofferenze, lutti, sradicamenti vanno ricordati e spiegati alle nuove generazioni per poter costruire un futuro di pace e giustizia”.

“L’oppressione del regime comunista jugoslavo di Tito é una pagina dolorosa e cruenta per le terre e le genti del confine orientale – si legge in una nota del Gruppo consiliare della Lega in Regione Friuli Venezia Giulia,- “Oggi più che mai – conclude la nota del Carroccio – è doveroso condannare con fermezza ogni tentativo di negazionismo o di riduzionismo, con la consapevolezza che il futuro della nostra terra di confine sarà fondato sulla pace, sul rispetto reciproco e sulla volontà di collaborare per garantire prosperità e opportunità alle più giovani generazioni”.

Trieste, 9 feb – “Sulle tragedie delle foibe e dell’esodo i sondaggi confermano l’esistenza di una fetta non piccolissima della popolazione italiana che in qualche modo giustifica ciò che accadde o lo riduce a vendette e regolamenti di conti o addirittura lo nega”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti all’incontro organizzato a Trieste

dall’Unione degli Istriani per presentare la ripubblicazione in edizione arricchita del libro di Roberto Menia “10 febbraio dalle foibe all’esodo” e il concorso “Il pianeta degli scrittori”,

All’evento, introdotto dal presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota, sono intervenuti Roberto Menia e il condirettore di Libero Pietro Senaldi, presenti anche l’assessore regionale al Lavoro e alla Famiglia Alessia Rosolen e il vicesindaco Serena Tonel.

L’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti nella sede dell’Unione degli Istriani. Da sinistra a destra: Pietro Senaldi, condirettore di Libero, Massimiliano Lacota, presidente dell’Unione e Roberti, al microfono

“Se pensiamo all’ignobile abbattimento avvenuto a Udine all’insegna che ricorda Norma Cossetto – ha sostenuto Roberti -, capiamo quanto ci sia ancora da fare per diffondere la conoscenza storica che dietro a lutti e terribili violenze c’era il disegno politico, preciso e sanguinario, di Tito di costruire il suo impero e la grande Jugoslavia. Sono lodevoli quindi le richieste riportate dalle cronache odierne di togliere tutte le intitolazioni toponomastiche dedicate in Italia e altrove al dittatore, ma ancor prima – ha affermato l’assessore regionale – andrebbe revocata la massima onorificenza che la Repubblica Italiana aveva attribuito a Tito, la quale è in aperto contrasto con il Giorno del Ricordo”.

“Chi mente e mistifica i fatti storici legati al dramma delle foibe, disonorando i tantissimi morti innocenti, merita solo di essere a sua volta dimenticato e quindi punito con l’indifferenza”.

L’intervento dell’assessore regionale Tiziana Gibelli alla presentazione del libro La stanza di Piera.

Lo ha detto l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli partecipando a Udine in sala Aiace alla presentazione del libro “La stanza di Piera” scritto da Stefania Conte e pubblicato da Morganti. Alla presenza dell’autrice e dell’editore, dell’assessore comunale alla Cultura Fabrizio Cigolot ed Elio Varutti dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Udine, l’esponente dell’esecutivo Fedriga ha voluto porre in evidenza il significato del Giorno del ricordo, di cui il romanzo narra alcune pagine dei drammi e fatti accaduti al termine della seconda guerra mondiale.

Il Giorno del Ricordo – ha commenntato Gibelli -è occasione per non dimenticare e dare importanza a chi, con grande fatica, vuole restituire dignità alle tante persone assassinate e a tutti coloro che sono stati cacciati dalle proprie case per la sola colpa di voler essere italiani. Tutte queste vittime hanno dovuto vivere anche un secondo strazio, ossia la mistificazione di quei fatti accaduti perchè il loro dramma è sparito dalle pagine dei libri di storia. Finalmente, anche se da non molto, si è riusciti

a fare luce su quei fatti ridando il valore a quella tragedia, nonostante vi siano dei rigurgiti da parte dei nipoti indegni di quella intellighenzia di sinistra che aveva invece una sua dimensione culturale. Queste persone non meritano altro che essere dimenticati nell’indifferenza. Solo partendo dai fatti reali – ha concluso l’assessore regionale – si possono scalfire i muri di diffidenza costruiti nei decenni e qualcuno ancora prova a rialzare”.

“La tragica vicenda delle foibe e il dramma dell’esodo, dopo lunghi periodi di mistificazione, diventano per fortuna sempre più noti all’opinione pubblica nazionale mentre sono da sempre incardinati nella memoria di tutta la comunità regionale e della Destra Tagliamento in particolare, grazie anche a tante meritevoli attività associative e al supporto delle istituzioni”.

Sono parole dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier intervenuto alla cerimonia per il Giorno del Ricordo che si è tenuta a Pordenone nell’cortile dell’ex Provincia in corso Garibaldi.

“A 18 anni dall’istituzione di questa celebrazione con una apposita legge del 2004, è arrivato il momento di incominciare a fare i conti con la storia e non solo con la memoria, scrivendo in modo definitivo come andarono le cose alla fine della Seconda guerra mondiale, senza dover ricorrere alla cautela”. Sono le parole dell’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari partecipando , prima a Monfalcone e poi a Gorizia, alle cerimonie svoltesi in occasione del Giorno del Ricordo. In entrambe le circostanze, alla presenza dei primi cittadini delle due località, l’esponente dell’esecutivo Fedriga ha voluto porre in evidenza la necessità di superare vecchie logiche che hanno portato fino ad ora a una mistificazione dei fatti. “Al di là delle dimensioni delle due tragedie, non c’è alcuna differenza tra ciò che fecero i nazisti

nella Shoah con i reati commessi dai titini nei confronti degli italiani, poichè l’intento preordinato e la logica assassina fu la stessa”. “Oggi è arrivato il momento – ha aggiunto l’assessore regionale – di dire basta anche a coloro che hanno organizzato degli eventi in cui si citano in maniera negazionista i fatti accaduti quasi 80 anni fa. E’ arrivato invece il momento di rispettare finalmente la memoria di quelle persone che sono state

gettate nelle foibe; la’ sotto c’è ancora un pezzo dell’Italia al quale noi dobbiamo non solo dare un nome ma anche l’onore che

merita”.

“Riflettere sulle vittime innocenti e sulle ideologie totalitarie, su quanti sono stati privati del diritto di Patria, sul confine orientale e su molti confini in Europa. E raccogliere l’esempio della Chiesa che ha posto la forza dell’amore a modello della riconciliazione e della convivenza, nel nome dei sacerdoti e beati Francesco Bonifacio, Lojze Grozde e Miroslav Bulesic, un italiano, uno sloveno e un croato martiri della fede”. Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd),

Troppo a lungo sono stati taciuti gli eccidi del secondo dopoguerra: è stata una tragica superficialità e una colpevole omissione non dare pari dignità a tutti i morti. Non può esserci un futuro di pace senza il rispetto delle vittime, ma di tutte le vittime”.

“Siamo qui per ricordare con grande partecipazione un dramma grandissimo – ha sottolineato davanti alla foiba di Basovizza il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin – e un orrore lasciatoci quale terribile eredità da quei tempi di contrapposizione tra la legittima identità italiana degli abitanti di queste terre e un’ideologia comunista che voleva travolgere tutto”.

“La finalità della riduzione e della negazione – ha concluso Zanin – è proprio quella di far finta di nulla per ricominciare con quell’orrore che, allora, aveva portato fino alla tragedia delle foibe. Testimoniare, perciò, vuol dire tenere alta la fiamma di tutte quelle persone che hanno perso la vita a causa di un’ideologia sbagliata, sottolineando quanto davvero essa fosse realmente e concretamente sbagliata”.

“La giornata che celebra il ricordo della tragedia delle Foibe, dell’esodo giuliano, istriano e dalmata sia un momento di memoria e riconciliazione”. un’occasione importante di divulgazione della conoscenza storica della complessa vicenda del confine orientale. Condanniamo fermamentegli atti vandalici, i messaggi e le scritte che mirano a infangare la memoria di vittime innocenti invece di fornire un contributo alla riflessione”.Lo affermano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle del Friuli Venezia Giulia, in una nota.

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