31/01/2023

Un blitz inaccettabile, metodi da vecchia politica, scambi di favore che penalizzano l’imprenditoria ricettiva, già duramente penalizzata da anni di crisi e crescente tassazione locale. Confcommercio Fvg e Federalberghi, dopo aver ripetutamente motivato alla giunta Serracchiani la contrarietà alla reintroduzione della tassa di soggiorno in Friuli Venezia Giulia, prendono atto con sconcerto della volontà unilaterale del governo regionale di procedere senza dare ascolto all’associazione di categoria più rappresentativa sul fronte del turismo. «Tra l’altro – osserva il presidente di Confcommercio Fvg Alberto Marchiori –, con il metodo di scaricare la responsabilità ai Comuni si dimostra anche l’assenza di coraggio della politica, che per giorni si è “dimenticata” di comunicare la propria decisione». Ciò che ulteriormente sorprende è l’inserimento della norma all’interno della riforma della finanza locale dell’assessore Panontin, «sostanzialmente di nascosto – commenta la presidente regionale di Federalberghi Paola Schneider –, senza tenere in alcuna considerazione l’interlocuzione che avevamo avuto con l’assessore Bolzonello, che si era detto contrario». Un metodo che preoccupa tutti i territori, sottolineano anche i presidenti Giovanni Da Pozzo per Udine, Lignano e le fasce collinare e montana, Gianluca Madriz per Gorizia e il turismo isontino, Cristina Lipanje per il capoluogo regionale. «Se questo è il nuovo – ironizza Marchiori –, non possiamo che verificare che non si tratta altro che della riproposizione dei comportamenti della prima Repubblica».

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