19/09/2021

“Solo un idiota sprovvisto di cultura, educazione e dignità può giustificare il femminicidio”. È una condanna durissima quella del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, nei confronti dell’autore della scritta ingiuriosa comparsa all’alba di oggi sullo schienale della panchina rossa inaugurata un anno fa ai Giardini pubblici di Gorizia in memoria di tutte le donne vittime di violenza. “È uno sfregio a tutta la nostra comunità, un’offesa che può essere stata scritta solo da una mente malata – aggiunge il sindaco – che proprio nella giornata contro la violenza sulle donne ha voluto dimostrare quanta strada ci sia ancora da fare. Un bullismo che Gorizia ed il Paese tutto non possono che condannare, insieme ai purtroppo recenti episodi di femminicidio come quello avvenuto proprio oggi vicino a noi, nel pordenonese. Dobbiamo fare di più. Non è accettabile questo massacro continuo”.
Il sindaco Ziberna e l’assessore alle pari opportunità Marilena Bernobich hanno voluto ringraziare gli uffici comunali, in particolare la polizia locale e il settore manutenzioni e verde pubblico, per il pronto intervento che ha consentito già nelle prime ore del mattino di ripristinare il decoro della panchina. La scritta, realizzata con un pennarello bianco, è stata cancellata alle 8.45 con l’uso di un semplice diluente.
In mattinata, poi, il sindaco ha depositato una segnalazione indirizzata al questore di Gorizia Paolo Gropuzzo, in cui si chiede “massima collaborazione per ricercare i colpevoli” e di mettere in opera “ogni attività affinché simili atti non si ripetano in futuro”. Gli autori del gesto rimangono per il momento ignoti anche se sul posto è attiva una telecamera mobile del sistema di videosorveglianza della Polizia locale, che sta setacciando le immagini alla ricerca di indizi utili per risalire all’identità del colpevole o almeno a ricostruirne i movimenti.
La panchina rossa era stata inaugurata un anno fa, il 22 novembre 2019, in collaborazione tra l’assessorato alle pari opportunità e la sezione locale di Sos Rosa.
“Quanto successo ieri notte è inaccettabile – aggiunge l’assessore alle pari opportunità, Marilena Bernobich – una vera e propria profanazione di un oggetto che per le donne e fortunatamente anche per moltissimi uomini di Gorizia è un simbolo che non può e non deve essere violato. La frase che siamo stati costretti a leggere è impensabile in una società civile, ma dobbiamo prendere atto con coraggio che concetti vergognosamente simili a quello si sentono pronunciare ancora troppo spesso. Tanto lavoro è stato fatto per tutelare le donne, ma è evidente che tanto rimane ancora da fare e ci impegneremo per questo”.

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