“Un obiettivo che guarda a un futuro più vicino di quello che si immagini, nel quale le innovazioni in campo medico permetteranno di prevedere le patologie e di intervenire con la prevenzione, evitando in questo modo l’insorgenza della malattia e abbassando la pressione sulle strutture ospedaliere”.
Così il governatore Massimiliano Fedriga a Trieste che – assieme al vicegovernatore Riccardo Riccardi, all’assessore alla Ricerca Alessia Rosolen e all’amministratore delegato di Novartis Italia Valentino Confalone – ha presentato i primi due progetti frutto della collaborazione tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la multinazionale farmaceutica.
Una partnership che ha il coraggio di guardare oltre alla contingenza e di costruire le basi di un cambiamento “essenziale per affrontare le sfide del futuro legate all’aumento della longevità della popolazione e quindi alla necessità di avere un sistema sanitario in grado di offrire risposte di salute di qualità”, ha sottolienato Fedriga.
Il vicegovernatore Riccardi ha focalizzato il proprio intervento sui due progetti individuati in questa prima fase della collaborazione con Novartis. “L’adeguamento del sistema organizzativo della sanità alle nuove sfide connesse in particolare alle cronicità e alle acuzie, da un lato, e intervenire in maniera innovativa sulla prevenzione, dall’altro, rappresentano i campi di azione su cui le direzioni regionali e la parte privata stanno lavorando concretamente per creare il domani della sanità del Friuli Venezia Giulia”.
Come ha detto, poi, l’assessore Rosolen, “avere ricostruito un quadro complessivo in cui potersi muovere e aver individuato delle linee di sviluppo nelle quali le startup possono inserirsi rappresenta un lavoro mai fatto in maniera così trasparente e puntuale nel passato”.
“Grazie al lavoro svolto in questi mesi – ha aggiunto l’ad di Novartis, Valentino Confalone – saremo in grado di avviare la sperimentazione di modelli che guardano al futuro della sanità territoriale, in aree di cruciale importanza per i pazienti come la prevenzione, l’integrazione ospedale-territorio e la medicina predittiva. E proprio in quest’ultimo ambito – ha concluso – uno dei due progetti della partnership si focalizza come progetto pilota nell’ambito cardiovascolare”.