23/05/2026

Metodologie e strumenti per salvaguardare il friulano, traghettandolo verso il futuro attraverso il nuovo Piano generale di politica linguistica 2021-23, un progetto in grado di applicare nel concreto le strategie per difendere la comprensione, l’utilizzo e lo studio della marilenghe.

Questo quanto auspicato dai relatori nella fase centrale della 3. Conferenza regionale sulla lingua friulana che ha visto collegarsi via web, nel corso della giornata, cittadini friulani che risiedono in ben 66 Paesi diversi.

Secondo una ricerca del 2014 siano 600mila i friulanofoni: 420.000 parlano regolarmente il friulano e 180.000 in modo occasionale. Quanto alla comprensione della lingua i dati indicano che è compresa da 9 persone su 10 in Friuli. Infine per quanto concerne i giovani, se da un lato non esiste più l’idea della lingua carica di uno stigma sociale, una lingua considerata ‘dei vecchi’, dall’altro manca la carica ideologica ed emotiva presente nelle generazioni precedenti.

Tra i relatori Linda Picco, in rappresentanza dello Sportello regionale per la lingua friulana ha portato questi dati per analizzare la situazione sotto l’aspetto sociolinguistico. Purtroppo, l’uso del friulano si è ridotto nel tempo e tra 30 anni, se non si punterà sulla scuola e sulla veicolazione in ambito familiare, si rischia di passare dal 42% al 29-32%. Bene che i giovani non riconoscano più negatività nella lingua, ma manca la trasmissione generazionale”. Il rischio – ha concluso Picco – è quello di una futura generazione che conosce il friulano solo in forma passiva, senza parlarlo”.

L’obiettivo di oggi, afferma l’assessore regionale delle Lingue minoritarie Pierpaolo Roberti, è l’ascolto: “La legge di tutela del friulano impone che vi sia una Conferenza regionale organizzata dal Consiglio del Friuli Venezia Giulia con

la motivazione che sia un altro soggetto diverso dall’Esecutivo ad organizzare un evento di verifica su quanto abbiamo fatto nella prima parte del mandato, un’analisi di tutte le attività e le misure adottate. La ratio della Conferenza sta quindi nella logica del controllo: da una parte c’è l’Esecutivo che compie le azioni e dall’altro l’Assemblea legislativa che monitora. Oggi ascoltiamo per capire quali azioni future potranno essere effettuate per migliorare e promuovere le lingue minoritarie, per comprendere cosa va migliorato e per darci una prospettiva volta a valorizzare tutte le lingue minoritarie”.

Piano regionale di politica linguistica 2021-2025 “…illustra delle azioni puntuali con relative risorse da spendere nel quinquennio attraverso delle linee specifiche di indirizzo. Una caratteristica importante anche per il monitoraggio. Chiunque potrà verificare se quelle cifre sono state spese e quelle azioni compiute. E’ un approccio importante su cui l’Esecutivo si mette alla prova e rimarca la convinzione dell’Amministrazione regionale nel proseguire a valorizzare tutte le lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia”.

Il Piano, che vale circa 22 milioni di euro sul quinquennio, per l’esponente della Giunta Fedriga ha un altro aspetto rilevante.

“Il documento va a cavallo di più legislature comprende un periodo più lungo della mera scadenza elettorale del 2023. E’ un segnale preciso perchè a prescindere da chi governerà, non possiamo perdere il plurilinguismo che va preservato, ci caratterizza e garantisce la specialità”.

Nel concludere i lavori della Conferenza il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin ha promosso l’nsegnamento obbligatorio a scuola e telegiornali quotidiani per la lingua friulana.

” In Regione si sta pensando a una legge di attuazione dello statuto che porti a questa svolta. A quel punto non una parte, ma tutti i bambini dovrebbero confrontarsi con il friulano”.

“Il secondo aspetto fondamentale – ha proseguito il presidente dell’Assemblea legislativa – è una lingua che stia al passo con i tempi, proseguendo l’azione avviata a suo tempo da Marzio Strassoldo che insisteva sulla necessità di utilizzare il friulano anche nell’ambito della comunità scientifica”.

Zanin guarda in particolare al mondo dell’informazione e della comunicazione. “Abbiamo ottenuto – ha ricordato – le prime 30 ore di friulano sulle reti televisive della Rai, ma non basta: bisogna arrivare a un telegiornale, a notiziari televisivi quotidiani in marilenghe, come sta facendo lodevolmente l’emittente privata Telefriuli. Intanto, nella nuova convenzione, è aumentata la dote finanziaria per il friulano.

Markus Maurmair, presidente dell’Aclif

Markus Maurmair, presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana, ha ricordato con orgoglio l’adesione di 137 Comuni a un organismo che nasce dalla volontà dei Consigli comunali, senza confini di provincia. “Tante persone – ha ricordato Maurmair – chiedono la carta d’identità bilingue, e siccome siamo una Regione speciale io spero che il Consiglio regionale possa arrivare a questo risultato. Anche il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha ripreso il tema della carta identità bilingue ricordando che “la politica è l’arte del possibile”. Il

presidente ha fatto cenno anche al problema del personale dell’Arlef, auspicando che si possa arrivare a un numero di dipendenti e collaboratori consono all’impegno che viene richiesto per l’attuazione delle politiche linguistiche.

Tra gli intervenuti, Alberto Masini, consulente per l’innovazione digitale, è partito da una domanda chiave: il webpotrà aiutare le lingue meno diffuse o si rivelerà il colpo di grazia per questi idiomi? “Ai giovani – ès tata la sua risposta – dobbiamo dare tecnologie che parlano friulano, per poter usare la lingua in tutti i momenti della vita”.

Ketty Segatti, direttore del Servizio istruzione della Regione, ha posto il problema della carenza di docenti abilitati, per il quale la Regione ha allo studio delle contromisure. Verrà potenziato anche il centro di documentazione Docuscuele. Un altro obiettivo importante è il miglioramento della formazione del corpo docente, attraverso una convenzione con l’Università.

Share Button

Comments are closed.

Open