24/09/2022

L’anno scolastico è iniziato da poco e le vicende politiche, in quattro località del Friuli Venezia Giulia (Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Nimis e Codroipo) hanno già dovuto interrompere l’iter formativo per consentire ai cittadini di recarsi alle urne.
Praticamente dovunque i seggi sono all’interno di edifici scolastici e giacché nei due comuni con oltre 15.000 abitanti, come prevedibile, si andrà al ballottaggio il 6 novembre. Il primo novembre è festa nazionale di martedì, quindi molti ne approfitteranno per fare ponte e festeggiare Halloween (giacché gli americani sono riusciti a esportarci anche questo per il 31 ottobre) e ripeteranno l’interruzione, mentre il mese di dicembre, già per sua natura generoso di festività, proporrà a livello nazionale il referendum domenica 4 dicembre.
L’espressione del voto è una sacrosanta libertà per ogni cittadino di un Paese libero, ma siccome si continuano a utilizzare plessi scolastici come seggi, potrebbero anche pensare di sfruttare i mesi estivi o le vacanze invernali.
Il voto non è obbligatorio in Italia, grazie all’attuale costituzione. L’articolo 48 della costituzione italiana stabilisce che “il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Chi non esprime il proprio voto o consegni una scheda bianca, rinuncia all’opportunità di scegliere liberamente, perde l’occasione di contribuire personalmente al proprio futuro. Non votare significa sottomettersi alla volontà altrui, non avere preferenze, lasciare agli altri le scelte che influenzeranno tutti.
Il non voto non è un segno di rifiuto, non rappresenta una scelta, è solamente una rinuncia a esprimere la propria opinione, il proprio pensiero, la propria scelta. L’utilità di ogni voto è innegabile, ognuno ha un’enorme importanza e può essere decisivo per il risultato finale. Prendiamo d’esempio il caso di Monfalcone: se soltanto altri 50 elettori avessero votato, esprimendo per ipotesi tutti la medesima scelta, ora non si andrebbe al ballottaggio con una candidata che ha conseguito “solo” il 49,53 %.
Libertà è partecipazione (Giorgio Gaber). Inutile lamentarsi al bar o in piazza, se non cogli in prima persona l’occasione di fare il possibile. Il voto è un’arma di difesa nelle mani di tutti i cittadini.
Se nemmeno l’elezione diretta del primo cittadino nella propria località di residenza riesce a portare gli elettori alle urne, non voglio pensare cosa accadrà con il referendum costituzionale del 4 dicembre.
Anche mass media e conferenze pubbliche, pubblicità su ogni mezzo, sia per il NO, sia per il SI’ stanno facendo una grandissima confusione al punto che quantomeno l’informazione sulla possibilità di votare al referendum, dovrebbe aver raggiunto ogni italiano (compresi quelli all’estero?).
Scuse valide impeditive non ce ne sono: gli uffici elettorali di tutti i comuni rimangono aperti ogni giorno in prossimità dell’elezione e del referendum, compresa la domenica di ogni consultazione elettorale o referendaria, dalle 7 del mattino alle 23, lo stesso orario dei seggi. Chi avesse smarrito la tessera elettorale, può chiederne una nuova senza problemi.
Certo che nel 2016 parlare ancora di tessera elettorale, fa pensare alla tessera annonaria, che probabilmente i più giovani non hanno mai visto: avevamo una tessera per la pasta, il pane, il tabacco, il caffè e, per i bambini, anche per il latte, il burro e il latte in polvere artificiale per i neonati. Ogni membro della famiglia aveva le sue tessere.
Pensare che un invalido civile di guerra aveva diritto a ben 100 grammi di carne di prima scelta al giorno.
Considero anacronistiche e obsolete le tessere su cui apporre i timbrini ogni volta che vado a votare, nell’era degli smartphone, delle telecamere che riconoscono le targhe, sentire pronunciare ad alta voce il mio nome dicendo “ha votato” dopo aver inserito un foglio di carta piegato nell’urna, con la mia X a matita. Le macchine di voto elettronico sono usate su larga scala in India, in Brasile, in Estonia (Europa) possono votare anche via Internet per le elezioni politiche dal 2005. Nel 2002, negli Stati Uniti, l’atto “Help America Vote” ha reso obbligatoria la votazione elettronica in tutti gli Stati.
Oltre alle motivazioni insussistenti che tengono gli elettori lontani dai seggi, in Italia c’è anche la grande diffidenza e delusione da alcune consultazioni precedenti che hanno, di fatto, imbrogliato gli italiani per esempio con il referendum sul finanziamento pubblico ai partiti, che dopo aver ricevuto la secca risposta negativa dalla popolazione, hanno trasformato in rimborsi, come se i partiti presentassero gli scontrini.
Sebbene sia vero che il presidente del Consiglio non viene eletto tramite votazione, sembrerebbe lampante nominare il candidato proposto dal partito vincitore, per ricoprire quel ruolo, non come il presidente della nostra repubblica ha fatto nelle precedenti tre occasioni (Monti, Letta e Renzi).

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Il risultato è che la disaffezione raggiunge da anni quasi la metà degli aventi diritto al voto. Comprensibile come i governanti ora tendano a escluderci la possibilità di esprimere il nostro parere sempre più: le provincie saranno eliminate (prima o poi), ma già le recenti nomine di presidenti sono state fatte direttamente dai sindaci, senza consultare la cittadinanza. La riforma Renzi – Boschi – Verdini prevede, tra le altre cose, che i senatori saranno eletti direttamente da loro.
Tra poco forse non servirà più la tessera elettorale, non si andrà più a votare?
Fintanto che al governo c’è un partito che dalle elezioni consegue solamente esiti sfavorevoli, forse è davvero il caso di preoccuparsi?
Ho incontrato Manlio Contento, che dopo una lunga attività come consigliere comunale di Pordenone e una breve parentesi come consigliere regionale, approdò al parlamento nel 1996. Fu eletto alla Camera dei deputati per Alleanza Nazionale. Membro della 6ª Commissione permanente (Finanze). Poi nel 2001 fu confermato alla Camera dei deputati, nominato Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel secondo e terzo governo Berlusconi. Nel 2006 ancora alla Camera dei deputati e dal 2008 riconfermato alla Camera e membro della Commissione Giustizia.
L’occasione organizzata dall’associazione Liberamente Destra che ha visto una conferenza pubblica tenuta a Codroipo (UD) moderata dal nostro direttore Gianfranco Biondi, con il sindaco Fabio Marchetti e l’onorevole Manlio Contento, dove si è parlato sia di referendum per la riforma costituzionale, sia della gestione regionale con il territorio suddiviso in UTI e la sanità rivoluzionata.

Marco Mascioli

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