E’ questo l’obiettivo della battaglia di principio che tutti gli italiani dovrebbero porsi, ora che per decisione autoritaria del governo tutti i consumatori di elettricità e contestualmente possessori di apparecchi atti a ricevere segnali tv dovranno pagare obbligatoriamente l’abbonamento (il canone).
Un vero colpo di stato nell’ambito del mondo mediatico, senza alcuna giustificazione se messo in relazione ad altre strade percorribili, più democratiche e rispettose della libertà di scelta che il cittadino costituzionalmente protetto dovrebbe avere…strade che la tecnologia ha già collaudato e che altri gruppi televisivi propongono.
Un abbonamento proposto in ambito di rispetto della libertà di scelta, quindi attraverso una card che consenta di decriptare il segnale, che as quel punto potrebbe anche comprendere la pubblicità. Starebbe all’acquirente decidere se accettare o meno quell’abbonamento. E il fatto di inserici o meno la pubblicità rimarrebbe quindi un fattore di competitività tra reti e prodotti televisivi, ma sembre giocato di partenza sulla libertà di scelta dell’individuo.
La scelta,invece, di IMPORRE surrettiziamente il pagamento di un abbonamento attraverso una bolletta destinata ad altro servizio come quella elettrica (e c’è chi ironizza che, vista la qualità dei programmi sarebbe stato meglio agganicare la RAI alla bolletta delle immondizie) e in più imporre anche la pubblicità è vergognoso. Far valere l’assoluta necessità di un servizio pubblico di informazione e quindi la sua obbligatorietà è una posizione di principio superata dai tempi e quindi dalla complessità, dallo sviluppo ed articolazione di sistemi che ci consentono di essere informati.
La pillola pseudo dorata dello sconto a 100 euro tanto sbandierata negli attuali spot televisi è una manovra pubblicitaria per far digerire meglio il colpo di mano e distrarre l’attenzione dalla enorme quantità di denaro che entrerà in RAI, un ente che richiederebbe di essere ancora fortemente sfoltito nonostante i tagli già avvenuti, sia nei privilegi, che nella pletora degli apparati e negli assegni milionari che si consegnano e diversi personaggi, sia davanti che dietro le telecamere. Sono ben 13 mila i dipendenti RAI per un costo medio ciascuno di 89 mila euro, come scriveva in un articol il Quotidiano.it Libero nel marzo del 2012.
Dire basta alla pubblicita su canali RAi non sginifica dire basta alla comunicazione pubblicitaria…essenziale ai processi economici. Unica concessione ed anche obbligo che la RAI dovrebbe mantenere è quello della pubblicità istituzionale. Ma l’altra va consegnata unicamente ai canali alternativi a quelli di un servizio pubblico.
GFB






