25/02/2024

Mancavano solo gli spettatori! Possiamo inoltre supporre sarebbero stati in molti a presenziare volentieri allo spettacolo organizzato in occasione dell’8 Marzo, che comunque ha avuto un ottimo riscontro on line sulla pagina Fb e sul canale Youtube del Comune di Pordenone (ancora disponibile qui https://youtu.be/Oe5HINMFMts).

Erano al Teatro Verdi di Pordenone, davanti a poltrone vuote, solo telecamere e operatori presenti, con l’evento promosso dall’Assessorato alle Pari Opportunità e Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone, “Tanto gentile e tanto onesta pare?…” a cui è stato concesso il prestigioso patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni Dante 2021 nonché quello dell’Ateneo di Trieste unitamente al suo Dipartimento di Studi Umanistici. In effetti era presente, in collegamento web, anche Maria Ida Gaeta segretaria generale del Comitato Nazionale per le Celebrazioni Dante 2021.

Il punto interrogativo aggiunto nel titolo al celeberrimo verso “Tanto gentile e tanto onesta pare”?…, suggerisce in chiave ironica e quasi provocatoria il tema dell’incontro, che vuole proporre un raffronto e una riflessione sul femminile nel passato e nell’attualità. Si è parlato principalmente delle donne narrate da Dante, sempre dannate e beate per amore, in un confronto serrato tra l’antico passato e il nostro presente. 

Si dirà delle peccatrici d’amore (Francesca e le altre), la donna sola (Matelda, la senza-nome), le anime amanti (Beatrice e quelle del Cielo di Venere) e altre ancora. Queste donne corrispondono all’esperienza effettivamente vissuta allora e che si ripete anche oggi, oppure sono creature di una visione declinata solo al maschile? Cosa è cambiato? Cosa è rimasto simile? Come l’analisi e l’interpretazione dei testi danteschi può contribuire alla lettura del presente, tra realtà e significato simbolico? A quali preconcetti e pregiudizi era soggetto Dante e a quali siamo ancora soggetti noi? Quanto egli era uomo del suo tempo e quanto grazie alle sue capacità visionarie è andato “oltre”, magari fra le righe? 

Questi erano alcuni degli interrogativi attorno ai quali si è snodato il dialogo tra il professor Fabio Romanini, docente di linguistica italiana all’università di Trieste e di filologia e critica dantesca  all’università di Fiume, la professoressa Alessandra Cislaghi, docente di filosofia teoretica all’università di Trieste e il professor Andrea Maggi docente di lettere, scrittore e professore de “Il Collegio” (trasmissione di Rai 2).

La lectura Dantis è stata a cura della bravissima giornalista e attrice Clelia Delponte con abiti trecenteschi, accompagnata dall’arpa solista Alice Populin Redivo. 

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