18/10/2021

Anche se Il confine fra Italia e Slovenia è stato sbarrato i sindaci di Gorizia, Rodolfo Ziberna e di Nova Gorica, Klemen Miklavic c non intendono mollare neppure di un centimetro sul lavoro svolto in questi anni per rilanciare l’area transfrontaliera, che comprende anche Sempeter Vrtojba, e assicurare un futuro di sviluppo alle loro comunità. Un lavoro che ha portato alla realizzazione di progetti e all’arrivo dei primi fondi, attraverso il Gect, 10 milioni di euro per sanità e turismo. Un lavoro che, in futuro, potrà portare altre risorse economiche e, se avrà buon esito la candidatura a Capitale della cultura, anche tantissima visibilità e turismo.

La loro opera silenziosa e continuativa, anche con i rispettivi governi, è stata fondamentale per alleggerire i problemi derivanti dal blocco del passaggio delle merci ai valichi con la Slovenia, con la formazione di code infinite di Tir e saturazione dei parcheggi nell’autoporto ed è stata altrettanto fondamentale per aprire alcuni valichi secondari al passaggio dei lavoratori transfrontalieri.

E nei giorni scorsi, a sancire il legame fra le due città è arrivata dal sindaco Miklavic la disponibilità a dirottare a Gorizia personale della Protezione civile di Nova Gorica, ma anche pasti caldi e attrezzature sanitarie come respiratori. “Qualsiasi cosa- ha detto Miklavic- pur di aiutare gli amici goriziani”. Immediata la risposta del sindaco Ziberna:- “ho ringraziato il collega di Nova Gorica che per questa grande disponibilità, anche se, al momento, riusciamo a sopperire con le nostre forze. So che è veramente vicino alla nostra città. Non possiamo mandare in fumo il lavoro di anni ma, soprattutto, non possiamo mandare in fumo le prospettive di finanziamenti e progetti di rilancio che solo insieme le due città potranno ottenere. Dividersi in questo momento significherebbe, come Gorizia, rinunciare a prospettive di sviluppo economico e occupazionale, oltre a tanti soldi che in parte si sono già riversati e in parte si riverseranno sul nostro territorio. Saremo più forti del Coronavirus e, insieme riusciremo a ripartire con ancora maggior determinazione di prima”.

Di avviso diverso rispetto alla positività che i sindaci di Gorizia e Nova Gorica si sforzano meritoriamente di portare avanti, sono i consiglieri di Fratelli d’Italia Claudio Giacomelli, Alessandro Basso e Leonardo Barberio che, in una loro nota, segnalano che “La situazione al confine italo-sloveno continua a innescare problemi enormi ai territori di Gorizia e Trieste e al lavoro di chi controlla i camion merci in transito. Possiamo affermare purtroppo che ad oggi, nonostante il costante atteggiamento positivo di Italia e Friuli-Venezia Giulia verso la Slovenia, in ottica di cooperazione transfrontaliera, non ci sia una condotta simile e reciproca da parte di quest’ultima”.

“E’ pur vero che il traffico merci è libero ma il trasporto su gomma è
paralizzato” – affermano i tre consiglieri – “Una situazione inaccettabile per la quale è doveroso un confronto immediato tra istituzioni e che non potrà non avere ripercussioni in futuro nelle politiche di coesione tra Slovenia e Regione Friuli-Venezia Giulia. La mancanza di cooperazione internazionale impone all’Italia e ai territori il dispiego di forze dell’ordine per monitorare la situazione ai valichi togliendole dai loro compiti e imponendo di fatto turni massacranti per le forze dell’ordine locali”.

” Visto l’elevato numero di camionisti presenti negli autoporti e nelle stazioni
confinari – sottolineano i consiglieri di Fratelli d’Italia – è necessario adottare immediate misure per tutelare la salute pubblica provvedendo prontamente alla misurazione della temperatura corporea a tutti coloro i quali arrivano dalla Slovenia e entrano in Italia.”

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