16/07/2024

Da un lato i numeri del lento ed inesorabile spopolamento della Carnia, dall’altro la crisi del settore dell’edilizia che non dà cenni di inversione di tendenza. Da inizio anno, secondo i dati della Cassa edile di Udine, il numero delle imprese medie mensili è sceso a quota 742, contro le 803 del 2015 (-7,5%) e le 1.335 del 2008 (-44,38%). “I numeri del settore –analizza ancora Valentino Bertossi della segreteria Cisl Alto Friuli – disegnano una prospettiva desolante, un volano che sembra rallentare sempre più fino a fermarsi.

Una lenta ma inesorabile caduta di posti di lavoro e di conseguenza la perdita di saperi, competenze e professionalità edili in un area che si è sempre contraddistinta per una forte vocazione al lavoro del muratore e spesso tramandato di padre in figlio. Come si capisce dai numeri – conclude Bertossi – la situazione ha anche altri risvolti, ormai quasi giornalmente veniamo a conoscenza di lavoratori edili, che faticano a ricevere lo stipendio con regolarità, ritardi che arrivano anche a 5 mesi.

A questo punto – concludono dalla Cisl Alto Friuli – bisogna cantierizzare i buoni propositi e le tante promesse, accelerare i tempi e aprire i cantieri, valorizzare le imprese di qualità nella aggiudicazione degli appalti, con il credito e la liquidità necessaria. Sostenendo allo stesso modo pure gli investimenti privati partendo dalla messa in sicurezza sismica degli edifici, come ha richiesto alla Giunta regionale in questi giorni il segretario della Cisl regionale, Giovanni Fania”.

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