02/04/2026

Forse ci vorrà del tempo per raggiungere la notorietà del panforte di Siena o dei cuneesi al rhum ma l’idea appare giusta, soprattutto per una città come Udine che dovrebbe impegnarsi molto di più nell’autopromozione. Un dolce, possibilmente anche buono, che riassuma lingua friulana, il luogo simbolo della città e ingredienti della tipicità alimentare del territorio è una simpatica idea che potrebbe essere anche sostenibile dal punto di vista economico.
“Un’iniziativa che va a colmare un gap turistico che Udine aveva, ovvero la mancanza di un dolce identificativo della città. Ecco perché questo progetto ha trovato un riconoscimento da parte dell’amministrazione comunale”. Così l’assessore comunale alle Attività produttive e turistiche, Alessandro Venanzi, ha voluto ringraziare i professori Silvia Cotterli ed Enzo Barazza e i cinque studenti della 5c dell’Itc Deganutti di Udine che, partecipando a Start Cup young 2014 promosso dall’ateneo friulano, hanno presentato il loro business plan per la produzione di un dessert, privo di burro e margarina, tutto a base di ingredienti tipicamente friulani e chiamato, proprio in onore della città, Cjiscjel di Udin.
Una volta trovata un’azienda disposta a produrre questo dolce – ha detto Venenzi – una degna vetrina per presentarlo potrebbe essere proprio la prossima edizione di Friuli doc”.

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