05/04/2026

Le recenti prese di posizione di Dario Ermacora, presidente regionale di Coldiretti, che a proposito del CETA si è detto «stupito» che altre associazioni di categoria contestino la mancata ratifica parlamentare di questo accordo, «un’intesa penalizzante per il Friuli Venezia Giulia pure sulle Dop San Daniele e Montasio, riceve la risposta del

direttore Mario Emilio Cichetti, Direttore Generale Consorzio del Prosciutto di San Daniele, il quale, smentendo il valore negativo del CETA come giudicatro da Coldiretti, sottolinea che Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele conferma la valenza assolutamente positiva dell’accordo economico commerciale CETA.

Infatti, i primi dati positivi dell’export del Prosciutto di San Daniele in Canada, a partire da settembre 2017 – momento in cui ha preso di fatto attuazione il CETA – sono stati pari a + 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, oltre ad un incremento del numero delle aziende esportatrici.

L’accordo CETA, per il Prosciutto di San Daniele – prosegue Emilio Cichetti – è dunque un elemento positivo per poter esportare di più, e meglio, il prosciutto friulano in Canada. Infatti, gli effetti del CETA fanno sì che il prodotto possa essere esportato in quel paese con la sua denominazione corretta, cosa impossibile sino a tale intesa visto la presenza e preesistenza di un marchio similare registrato agli inizi degli anni 70 nel mercato canadese, e che obbligava il San Daniele ad essere denominato in quel paese “Authentic Italian Prosciutto”.

Con l’avvio dell’accordo di libero scambio il prosciutto friulano può coesistere con altri prodotti locali e immettersi nel mercato con la propria denominazione ed il proprio marchio. In questo modo, il Prosciutto di San Daniele originale, con il nome corretto e con i relativi simboli di identificazione sulle confezioni, avrà una riconoscibilità più immeditata a completa tutela del consumatore canadese, distinguendosi dall’imitazione locale.

Tale possibilità garantisce quindi un vantaggio positivo non solo per la DOP Prosciutto di San Daniele ma per l’intero sistema economico e agroalimentare dei prodotti a Indicazione Geografica italiani avendo la possibilità di inserirli nel mercato canadese con le relative tutele e confrontandosi con i prodotti non originali. Questa opportunità assicura di contrastare con sempre più efficacia i prodotti “imitazione” già storicamente consolidati nel mercato canadese.

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