12/06/2024

La Banca di Cividale ha emesso una nota a seguito degli accertamenti nei confronti di Banca Valsabbina, Cassa di Risparmio di Cesena, Banca Popolare di Bari e Banca Popolare di Cividale da parte della Procura di Ferrara che indaga sull’ aumento di capitale sociale della Cassa di risparmio di Ferrara avvenuto nel 2011, nell’ambito dell’inchiesta CARIFE.

All’epoca il consiglio di amministrazione dell’istituto friulano – si precisa nella nota – deliberò di partecipare all’aumento di capitale sociale della ‘Ferrara’ per una quota di circa 2,8 milioni di euro, anche in virtù del fatto che CARIFE deteneva da tempo una quota di circa il 5% in NordEst Banca Spa, istituto controllato dalla Banca Popolare di Cividale.

Nella giornata del 13 luglio, la Direzione Generale della Popolare di Cividale ha fornito la massima collaborazione alla Polizia Tributaria producendo tutta la documentazione richiesta. Gli ufficiali di Polizia Giudiziaria, preso atto di tale puntuale collaborazione, hanno ritenuto, pertanto, di non dar luogo ad alcuna perquisizione.

Alla banca cividalese viene contestata esclusivamente la violazione della normativa 231/2001 “Responsabilità amministrativa degli enti”. Nessun attuale amministratore o dirigente dell’istituto friulano risulta coinvolto in alcun modo nell’inchiesta.

La partecipazione in CARIFE è già stata interamente svalutata e spesata nei precedenti esercizi per le note vicende che hanno coinvolto la banca emiliana.
L’attuale Direzione Generale sta ricostruendo puntualmente quanto accaduto nell’ambito dell’operazione contestata per dimostrare l’assoluta correttezza dell’operato di allora.

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