11/06/2024

Con il 30 aprile è ripartito il Campionato Carnico, unicum estivo in Italia che vede la “sfera più amata”, rimbalzare grazie a piedi e gambe di circa 2000 giocatori, che si sfidano tra le montagne del Friuli.

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Ad accompagnare questa sfida che  si ripete annualmente dal 1951, due efficienti canali di comunicazione, Radio Studio Nord, emittente leader dell’Alto Friuli che trasmette da Tolmezzo, e il sito Carnico.it.

L’emittente Radio Studio Nord coinvolge oltre 10 mila ascoltatori con le sue dirette radiofoniche dai campi della trasmissione “A tutto Carnico” , ideata ventisette anni fa dal giornalista Renato Damiani, sullo stile di Calcio minuto per minuto, e con gli approfondimenti della trasmissione “TerzoTempo”.

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Il sito ufficiale del campionato “Carnico.it” è un mare virtuale di informazioni ed aggiornamenti in tempo reale, canale relativamente più giovane rispetto alla trasmissione radiofonica ma neanche troppo, perché fu sempre Damiani che diciassette anni fa intuì le potenzialità di internet.

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Non solamente la radio con i suoi diecimila ascoltatori calcistici ma proprio la rete, testimonia di numeri imponenti, se messi in rapporto con i circa 40 mila abitanti della Carnia. I numeri del sito, riferititi all’intero ciclo del campionato, indicano 90 mila ascoltatori unici, 500 mila sessioni e due milioni di pagine viste.

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E numeri della prima giornata del campionato 2017 testimoniano di uno straordinario trend di crescita a due cifre rispetto allo scorso anno 32.047 visualizzazioni (oltre 52 per cento in più), 6.837 sessioni ( + 32,32 per cento) e 3.833 utenti unici ( + 30,86 per cento).

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40 squadre e 50 squadre giovanili, con 600 i dirigenti costituiscono l’ossatura del Campionato Carnico: come mai questo esempio così radicato, in continua crescita ed elaborato in una dimensione socio-calcistica ancora genuina e, per molti versi, anche volontaristica, non sia stato copiato in altre parti del Bel Paese, non riusciamo a capirlo.
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Eppure l’Italia abbonda di montagne e di regioni, quelle alpine (per non parlare degli Appennini) , che con il Friuli potrebbero farci il paio, quanto a condizioni ambientali ideali per continuare a giocare a calcio anche d’estate.

il Campionato Carnico, al di là di ripetitive analisi che lo vogliono “strumento di aggregazione in territori non esattamente al centro della movida mondiale”, va visto e plaudito per essere uno dei motori utili al turismo montano, in quella “montagna d’estate” che deve sempre sostenere la concorrenza con il mare, almeno secondo il sempre più scricchiolante stereotipo che la montagna va bene d’inverno e il mare d’estate.

Ovviamente non deve mancare quel pizzico di fantasia per far tracimare i fan del pallone al di fuori degli spalti e al di fuori di fatidico novantesimo. A titolo di esempio si può guardare a quello che Radio Studio Nord e Vivaradio hanno organizzato per il secondo anno consecutivo con l’iniziativa “PartitaParty”, prolungamento festaiolo delle partite che non riduce il territorio al solo campo tra le due porte.

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Una progettualità che punta ad una sintesi maggiore tra sport e turismo a beneficio della montagna e che ben merita, insieme a tutto il “circus” del campionato, di essere fiancheggiata dall’imprenditoria privata e dalle istituzioni pubbliche ,che si occupano di promozione turistica e sportiva.

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