25/09/2022

L’ultimo passaggio procedurale è stata la pubblicazione del decreto attuativo del MISE (Gazzetta Ufficiale n.33 del 9 febbraio 2022), dopodiché il Voucher Connettività Imprese è diventato realtà. Grazie a questo strumento, anche noto come “Bonus Internet 2022”, le aziende avranno a disposizione voucher dedicati per poter accedere ad abbonamenti di banda larga che possano supportare la digitalizzazione dell’impresa.

La misura è rivolta solo alle micro, piccole e medie imprese, dunque aziende con un numero di dipendenti al di sotto delle 250 unità, riconoscendo l’importanza strategica dell’ultrabroadband in questa fase di rilancio e di transizione digitale. 

Open Fiber, che sta finalmente innervando di fibra ottica l’Italia di provincia (ossia la sede naturale delle piccole e medie imprese che rappresentano la ricchezza imprenditoriale del nostro Paese) diventa così veicolo preferenziale di innovazione e il bonus è la scintilla che vuole accendere questa svolta.

Ora anche Codroipo (UD), oltre ai capoluoghi di provincia, sarà connessa con FTTH, cioè la fibra reale sino alle abitazioni e questo sarà un vantaggio anche per i privati cittadini.  Si tratta di un’infrastruttura in grado di erogare volumi di traffico sempre maggiori e con una qualità elevatissima che consentirà a Codroipo di fare un passo importante sulla strada dell’innovazione. A beneficiarne saranno le imprese locali che avranno accesso a tutti i servizi digitali necessari allo sviluppo del proprio business e i cittadini per i quali disporre di collegamenti ultraveloci è un aspetto fondamentale per migliorare la qualità della vita.

Per poter accedere al voucher, l’azienda deve anzitutto essere regolarmente iscritta al Registro delle Imprese. Il valore del voucher è invece calibrato sulla base sia delle caratteristiche della connettività (e dei relativi costi), sia sulla presenza di “step change”, ossia di tangibili incrementi della velocità di connessione rispetto alla situazione pregressa.

Nello specifico, i voucher vengono suddivisi in tre fasce (Fascia A, Fascia B, Fascia C), così definite dal decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico: FASCIA A, Voucher con contributo connettività pari a €300, per un contratto della durata da un minimo di 18 mesi a un massimo di 36 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download (V) compresa nell’intervallo 30 Mbit/s ≤ V < 300 Mbit/s (voucher A1) oppure 300 Mbit/s ≤ V ≤1 Gbit/s (voucher A2). Per connessioni che offrono V pari ad 1 Gbit/s, il valore del voucher può essere aumentato di un ulteriore contributo del valore massimo di € 500, per la copertura di parte dei costi di rilegamento sostenuti dai beneficiari, a fronte di adeguata giustificazione da parte degli operatori fornitori. Per i voucher di fascia A non sono previste soglie di banda minima garantita. Al finanziamento dei voucher di fascia A viene destinato il 40% delle risorse stanziate distribuito per il 20% a favore dei voucher A1 e per il 20% a favore dei voucher A2. 

FASCIA B, Voucher con contributo connettività pari a €500, per un contratto della durata da un minimo di 18 mesi fino ad un massimo di 36 mesi che garantisca il passaggio ad una connettività con velocità massima in download (V) compresa nell’intervallo 300 Mbit/s ≤ V ≤1 Gbit/s. Per connessioni che offrono V=1 Gbit/s, il valore del voucher può essere aumentato di un ulteriore contributo del valore massimo di € 500, per la copertura di parte dei costi di rilegamento sostenuti dai beneficiari, a fronte di adeguata giustificazione da parte degli operatori fornitori. Per i voucher di fascia B è prevista una soglia di banda minima garantita pari ad almeno 30 Mbit/s. Al finanziamento di tali voucher viene destinato il 50% delle risorse stanziate.

FASCIA C, Voucher con contributo connettività pari a €2.000 per un contratto della durata da un minimo di 24 mesi fino ad un massimo di 36 mesi che garantisca il passaggio a una connettività con velocità massima in download superiore a 1Gbit/s. Il valore del voucher può essere aumentato di un ulteriore contributo del valore massimo di € 500, per la copertura di parte dei costi di rilegamento sostenuti dai beneficiari, a fronte di adeguata giustificazione da parte degli operatori fornitori. Per i voucher di fascia C è prevista una soglia di banda minima garantita pari ad almeno 100 Mbit/s. Al finanziamento di tali voucher viene destinato il 10% delle risorse stanziate.

Si va dunque da un contributo minimo di 300€ (per contratti della durata minima di 18 mesi) ad un massimale pari a 2000€ (per un contratto minimo di 24 mesi). Ogni beneficiario può godere di un solo voucher e quest’ultimi non sono riconosciuti nel caso in cui si operi un mero cambio di operatore senza effettivi vantaggi prestazionali. 

Il Piano prevede una durata strettamente dipendente alla disponibilità di risorse sul plafond: la misura sarà da considerarsi esaurita con l’attribuzione di tutti i fondi disponibili da budget iniziale (quasi 600 milioni di euro), all’interno di una fase operativa che non potrà andare in ogni caso oltre i 24 mesi.

La realizzazione delle attività è affidata a Infratel Italia e il tutto funzionerà sul modello del precedente Piano Voucher per le famiglie: la prenotazione del voucher può essere effettuata direttamente tramite l’operatore di connettività scelto per l’erogazione del servizio. Dal momento della pubblicazione del decreto (9 febbraio) Infratel ha un mese di tempo per predisporre un Piano tecnico e un manuale operativo contenente la descrizione dell’intervento, i criteri di ammissibilità, le modalità di attuazione ed il relativo quadro economico. La data prevista per l’avvio dell’iniziativa è quella del 1 marzo 2022. 

Certo siamo in Italia e come per qualsiasi cosa ci sono cittadini di serie A e di serie B, ma alle volte anche di serie Z. Tutti pagano le tasse, le imposte, ma i servizi messi a disposizione degli uni e degli altri sono differenti come il giorno e la notte. Chi vive in città grandi ha servizi migliori e con anni d’anticipo rispetto a quelli di serie B, mentre per quelli di serie Z, che vivono nelle frazioni scarsamente abitate, posso solo restare a guardare e la FTTH o la FTTC, rimangono una chimera che nemmeno il Covid è riuscito a trasformare in realtà. 

Poi c’è il gioco dell’ignoranza: quanti italiani sanno la differenza tra MB e Mb? 

Dato che da quando si usavano i floppy da 3,5 tutti siamo abituati a parlare e quindi a ragionare, in Mega Byte, nessuno penserebbe che la velocità di connessione che ci rifilano sia misurata in Mega bit che sono un ottavo di Mega Byte. Così se già si parla di velocità massima raggiungibile solo nel caso in cui … (nevichi ad agosto a Lignano), restiamo delusi quando vediamo che con una connettività di 20 Mega al secondo, riusciamo a raggiungere poco più di 10 Mega se siamo fortunati e per scaricare un file di 20 Mega non ci vogliono 2 secondi, ma più probabilmente, in realtà,  serviranno 20 secondi.  Per non parlare delle prestazioni in Upload quando vogliamo caricare noi qualcosa sul web. 

Insomma l’Italia rimane tra gli ultimi Paesi in Europa per velocità di connessione. Continuano a prenderci in giro con grandi finanziamenti pubblici a favore di provider privati, senza progetti concreti per considerare gli italiani tutti uguali, compresi quelli che vivono nelle zone a scarsa densità. Del resto si sa, l’importante non è che il Governo faccia qualcosa, l’unica cosa che conta è denunciare quanto non ha fatto il Governo precedente. 

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