10/06/2024

Ben oltre duemila le imbarcazioni iscritte alla 51^ edizione della Barcolana, la regata che porta in mare tutto il popolo della vela. Dall’Australia all’Inghilterra, passando per Stati Uniti, Corea, Ucraina e Cina, dai temi ambientali a quelli sociali, dalla pura passione per il mare e la voglia di esserci fino ai grandi campioni e quest’anno, per la prima volta, molte donne, come la velista oceanica inglese Dee Caffari, l’americana Sally Barkow, la cinese Vicky Song. 

Barcolana 51 è partita domenica alle 10.30, ma senza vento, ben più di 15mila velisti, in mare tutti assieme nel Golfo di Trieste, lungo la stessa linea di partenza, della lunghezza record di due miglia nautiche: dal Faro della Vittoria al Castello di Miramare, i due simboli della città, protagonisti della regata più grande del mondo. 

“Siamo orgogliosi di Trieste e della nostra Barcolana – ha dichiarato il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz – il nostro compito è quello di organizzare un evento aperto, in grado di trasmettere la passione per il mare e promuovere Trieste e il Friuli Venezia Giulia: i velisti, gli equipaggi, il pubblico, Trieste tutta è con noi, in questa grande festa di mare che sa parlare di tutela dell’ambiente, di rispetto del mare, di sport e tradizione. Una grande festa che si rinnova, e che quest’anno ha innovato tanto”.

In verità la Barcolana è molto più della più grande regata velica del mondo vissuta domenica scorsa. In cinquant’anni è diventata la manifestazione più importante della regione Friuli Venezia Giulia, dove la competizione tra le barche in mezzo al mare della domenica mattina è solo il culmine di una serie di eventi iniziata il 2 ottobre. Da Duino al faro della vittoria, con il fulcro in piazza Unità che si estendeva in tutto il centro. 

Sino alla sera dopo la Barcolana, è stata anche quest’anno una grande festa a terra e in mare: Il Villaggio, che quest’anno comprendeva anche piazza dell’Unità, ha visto migliaia di persone festeggiare, a prescindere dalla passione per la vela. Oltre duecento tra stand per vendere, assaggiare, promuovere e ospitare, hanno usato Barcolana come traino per proporre prodotti e servizi che poco hanno a che fare con la vela. Alcuni hanno approfittato della situazione favorevole per lamenti, proteste e politicizzato anche le imbarcazioni senza alcuna vergogna. 

Ci sono stati oltre 350 eventi che in una dozzina di giorni hanno animato la città. A vegliare su tutti, oltre a Nave Vespucci, anche Alice, il simbolo dell’evento: un grande pesce di plastica (il tipico “sardone”) costruito grazie a oltre 10mila bottiglie raccolte dai triestini nel corso dell’estate.  

Il motore rimane comunque la regata velica, con barche da turismo e d’epoca con pesi e caratteristiche che, a causa del poco vento, hanno fatto molta difficoltà a muoversi, insieme a nuovissime e leggerissime imbarcazioni concepite per le competizioni più impegnative che sono in condizione di decollare anche solo con un soffio di vento. Percorso ridotto alla seconda boa a causa dell’assenza praticamente totale del vento con centinaia di barche che non sono riuscite neanche a muoversi dalla linea di partenza. Coscienti delle loro potenzialità, dopo poco hanno iniziato a mettere in moto i motori per rinunciare. 

Le 2015 barche iscritte hanno dimostrato tutta la loro passione indipendentemente dal vento, scambiandosi saluti e brindisi nella bonaccia, con lo spirito di chi vuole esserci a prescindere dalla lunghezza della propria barca. La classifica finale è la seguente: WAY OF LIFE di GAŠPER VINČEC (ex MAXI IERNA) in testa, seguita da MM SHINING di RADONJIĆ MILOS, SCORPIO di KRUMPAK IZTOK, ADRIATIC EUROPA di PUH DUSAN e FANATIC di PERESSON ALEX.  PORTOPICCOLO – TEMPUS FUGIT è giunta nona. 

Marco Mascioli 

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