01/10/2022

Il Friuli Venezia Giulia sarà la prima regione in Italia a garantire uniformità di percorsi per la diagnostica precoce dei disturbi dello spettro autistico (Dsa) e per il loro trattamento da parte di tutte le strutture di Neuropsichiatria infantile del Servizio sanitario regionale.

È quanto prevede il progetto “Screening Fvg intervento diagnosi autismo (Sfida)”, finanziato dalla Regione con capofila l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste, illustrato a Trieste, alla presenza del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.

I dati presentati nel corso del convegno, a cui è intervenuta un’autorità del settore, la prof.ssa Costanza Colombi (Department of Psychiatry University of Michigan), confermano che i disturbi di Dsa rappresentano ormai una vera e propria emergenza. I dati più recenti a disposizione sono quelli di una rilevazione 2014 pubblicata nel 2017 che ha preso in esame 352mila bambini di 8 anni nelle scuole di 11 Stati in Usa e che ha rivelato come l’incidenza sia di 1/59. In Italia l’ultima rilevazione è quella effettuata nelle scuole elementari di Pisa che ha dato come risultato un’incidenza di 1/87. In regione manca un vero e proprio monitoraggio ma, presumibilmente, il dato, forse sottostimato, si attesta su 1/100.

“Si tratta di un’emergenza sanitaria – spiega Riccardi – che ha forti ricadute sociali. Occorre trovare le migliori soluzioni sanitarie ma anche accompagnare la famiglia dando organizzazione e strumenti che consentano di dare quella risposta che questo progetto mette al centro: la diagnosi precoce ma soprattutto il trattamento, che è la grande sfida su cui concentrare gli sforzi”.

Riccardi ha evidenziato come il progetto sia precursore in Italia e modello vincente di una rete che ha coinvolto la direzione centrale Salute, un Irccs, il sistema della ricerca e della formazione, gli insegnanti e le famiglie.

Il progetto Sfida, di cui è responsabile scientifico Raffaella Devescovi, dirigente di Neuropsichiatria Infantile del Burlo Garofolo di Trieste, rappresenta il completamento di un programma regionale più ampio che, a partire dal 2017, ha visto l’approvazione delle linee di indirizzo regionali per il percorso assistenziale dei disturbi dello spettro autistico in età evolutiva e l’approvazione dell’Early Start Denver Model (Esdm) nella formazione regionale per il trattamento precoce dei Dsa rivolta agli operatori del Sistema sanitario.

L’Esdm è un modello di intervento importato dagli Usa, specifico per bambini molto piccoli con sintomi di autismo, che integra le tecniche comportamentali con un approccio basato sullo sviluppo e che si focalizza sui nuclei principali dell’autismo, ovvero la comunicazione verbale e non verbale, l’attenzione congiunta, le difficoltà sociali, l’imitazione e il gioco.

L’efficacia è già stata sperimentata nell’area giuliano-isontina e descritta in un recente studio condotto dal Burlo che ha documentato l’efficacia dell’intervento individuale precoce Esdm combinato con il coinvolgimento attivo dei genitori e degli insegnanti.

A ricordare come sia importante avviare subito un sistema di rilevazione che consenta un monitoraggio della casistica e potenziare la rete tra gli attori coinvolti nella diagnosi precoce è stato, in particolare, il direttore di Neuropsichiatria infantile del Burlo, Marco Carrozzi. “È importante – ha evidenziato – che l’M-Chat, uno strumento di screening ai bilanci di salute del pediatra a 18 e 24 mesi, sia effettuato capillarmente: questo consentirà l’individuazione dei casi sospetti e quindi la presa in carico precoce”.

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