07/08/2022

Attenzione agli esami presentati come scientifici e affidabili per la ricerca nel sangue  degli anticorpi contro il Covid-19. In realtà si tratta di “test non validati scientificamente  che nulla possono dire per quanto riguarda la diagnosi della malattia”, dichiara il  Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine Maurizio Rocco. 

L’Ordine si è riunito proprio per affrontare le proposte in crescita anche in Friuli da parte  di strutture sanitarie che, attraverso pubblicità sui media tradizionali e sui social,  propongono test con l’obiettivo di trovare l’infezione, attraverso il prelievo sanguigno.  “I cittadini – mette in guardia l’Ordine – devono essere informati con chiarezza: questi  test sierologici non sono validati dalla comunità scientifica, non solo perché non c’è un  metodo standardizzato, ma anche perché questo virus è nuovo e quindi la risposta  anticorpale non è nota (come al momento non abbiamo un farmaco efficace né una  cura).

Pensare di fornire patenti di immunità alle persone sulla base dell’esito dei prelievi di  sangue finalizzati a trovare gli anticorpi non è ancora attualmente sostenuto da dati  univoci. Si possono verificare infatti falsi negativi o falsi positivi.  Ciò potrebbe indurre  un errato senso di sicurezza inducendo i cittadini a non rispettare le regole di  isolamento. Questi test non hanno alcun valore a scopo diagnostico, hanno per ora, un  qualche valore solo in campo epidemiologico. 

  I test sierologici “necessitano di ulteriori  evidenze sulle loro performance e utilità operativa” e non possono allo stato attuale  sostituire il test molecolare, ovvero quello con tampone nasofaringeo, basato  sull’identificazione di RNA virale.

Per ora in Italia il laboratorio dell’IRCCS San Matteo di Pavia ha ottenuto alcuni risultati  analizzando la risposta anticorpale indotta da componenti specifiche del capside virale  con esiti che fanno ben sperare, ma che ancora devono essere perfezionati. 

L’unico metodo in grado di rilevare la presenza del virus è quello fondato sui tamponi  naso-faringei. Il tampone, da ripetere fra l’altro, per scongiurare il rischio di falsi  negativi, resta quindi  attualmente l’unico strumento attendibile per individuare i  soggetti asintomatici, ovvero quei soggetti che presentano sintomi sfumati oppure  assenti e pur tuttavia sono positivi alla ricerca molecolare di SARS-CoV-2. Si sa che un  veicolo importante della trasmissione della malattia sono gli asintomatici la cui  identificazione deve essere effettuata all’interno di un percorso concordato e controllato  dalle Istituzioni regionali e nazionali”. 

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