31/01/2023

La comunità italo-armena del Friuli Venezia Giulia raccolta nell’associazione dall’evocativo nome “Zizernak” (rondine) presieduta da Daniel Temresian, manifesterà sabato 31 ottobre in piazza Unità d’Italia a Trieste alle ore 10.30, assieme a quanti condividono la sua causa, davanti al consolato onorario della Turchia.
La manifestazione, alla quale sono state invitate anche tutte le forze politiche, è stata indetta per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica su quanto sta accadendo dalla fine dello scorso settembre nella repubblica di Nagorno-Karabakh al confine tra l’Armenia e l’Azerbaijan, paese quest’ultimo che, sostenuto politicamente e militarmente dal governo turco – l’Azerbaijan e la Turchia si considerano “Paesi fratelli” in quanto entrambi musulmani e perché gli azeri sono di origine turca – sta mettendo a ferro e fuoco, con bombardamenti incessanti, la piccola repubblica che conta nemmeno 190 mila abitanti quasi tutti di origine armena. La contesa, che nasce per motivi territoriali e che rischia di innescare un conflitto dagli esiti imprevedibili in quella regione del Caucaso attraversata da tempo da pericolose tensioni, ha prococato una crisi umanitaria di vaste proporzioni, che ha visto la fuga in Armenia di oltre 90 mila persone. Questa guerra, che rimanda ai tempi del terribile genocidio subito dagli armeni per mano dell’impero ottomano dal 1915 al 1922 e che causò oltre 1 milione e mezzo di vittime, ha già allarmato l’Unione Europea, gli Stati Uniti, la Russia e la Francia preoccupati per l’ingerenza della Turchia che ha trasferito nella zona armi, istruttori militari e terroristi jihadisti dalla Siria, creando un vero e proprio teatro di guerra con continui attacchi con bombe a grappolo, missili, cacciabombardieri e droni kamikaze sulla capitale Stepanakert e le altre città e villaggi, dove vengono colpite anche le scuole e gli ospedali, causando numerose vittime tra i civili.

A nulla sono sin qui valsi gli appelli del segretario generale dell’ONU e del Papa per una tregua generale in questo difficile momento di pandemia e l’Azerbaijan e la Turchia proseguono nel loro tentativo di annullare il diritto all’autodeterminazione che il Nagorno-Karabakh sta esercitando da prima della caduta dell’Urss, per annettersi il territorio dopo aver eliminato i suoi abitanti. Un altro motivo di preoccupazione è la posizione di Putin che continua a barcamenarsi, vendendo armi sia all’Armenia sia all’Azerbaijan. Nel caso in cui il conflitto dovesse acuirsi non potrebbe non intervenire al fianco degli armeni, mettendo a rischio l’alleanza tra Mosca e Ankara già compromessa dalla situazione in Siria dove i russi sostengono le truppe del presidente siriano Assad e i turchi i guerriglieri che combattono il regime.
In questa situazione il popolo armeno si trova ad affrontare da solo il terrorismo internazionale che mette di nuovo a rischio la sua sopravvivenza. In questa gravissima situazione la comunità italo-armena del Friuli Venezia Giulia, così come le altre presenti sul territorio nazionale, chiede che il nostro paese, il cui articolo 11 della Costituzione “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, contribuisca ad avviare un processo di pacificazione invitando la Turchia, con cui siede a fianco all’interno della Nato, a un immediato cessate il fuoco. La manifestazione non potrà non evocare il Genocidio Armeno per il quale si chiede alle istituzioni il riconoscimento già ottenuto da alcuni comuni (a Udine già nel 2001) e oggetto di una mozione presentata al Consiglio regionale. Chi voglia sostenere anche con la propria presenza la causa della popolazione armena può partecipare alla manifestazione recandosi a Trieste o con mezzi propri o in treno da Udine, Gorizia, Trieste o Mestre e fermate intermedie e agli italiani sarà rimborsato dagli organizzatori il biglietto di andata. Per confermare la propria presenza è richiesto un SMS al n. 338 8177469.

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