13/07/2024

Il mondo dell’artigianato è un mondo trasversale, che si muove disinvoltamente fra settori distinti, ma che ha un tratto comune importantissimo: l’attenzione e la cura per ogni fase del processo e l’amore per la qualità del prodotto, riassunti nella creatività, capacità innovativa e unicità con cui l’attività d’impresa si sviluppa. In Italia ci sono circa 1,4 milioni di imprese artigiane; in Friuli Venezia Giulia  sono circa 30 mila, di cui la metà in provincia di Udine. A loro è ispirata la nuova collana di libri della Camera di Commercio, coedita insieme a Vinibuoni Biblioteca, che li racconta attraverso i cinque elementi della tradizione classica, fuoco, aria, acqua e terra, partendo da ciò che costituisce lo “strumento” essenziale della loro attività.

Dopo Fuoco, del 2015, «ispiriamo dunque all’aria questo secondo volume», ha spiegato il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, che   in Sala Valduga l’ha presentato assieme all’autore, Walter Filiputti, nonché al rettore dell’Università di Udine Alberto Felice De Toni, e a Euro Beinat, docente in prestigiose Università internazionali ed esperto di innovazione, che ha curato la relazione introduttiva al libro.

Il viaggio friulano di Walter Filiputti, narratore attento ed entusiasta di questa pubblicazione, tocca una serie di tappe che mettono in connessione fortissima l’artigianato all’arte e all’innovazione.  In questo volume è raccontato un mondo variegato e ricco di suggestioni: fotografi, grafici, operatori della comunicazione, creatori di app o di alta tecnologia per satelliti, di parapendii e alianti, elicotteri, produttori artigianali di strumenti musicali, fino ad attori e musicisti di strumenti a fiato e creatori di profumi. Ognuno di loro ha una propria definizione dello speciale rapporto che ha con l’aria.

«In un’economia sempre più globalizzata – ha detto il presidente –, in cui la “dimensione” diventa sempre più preponderante e questa preponderanza sempre più condizionante per l’attività di impresa, dobbiamo ricordarci che abbiamo un comparto produttivo formato per la stragrande maggioranza da piccole e micro imprese. Spesso, sono specializzate in piccole nicchie. Ancora più spesso, sono di grande eccellenza e di grande successo, nonostante (o proprio “grazie a”) la minuscola dimensione. Sono esse espressione imprenditoriale autentica di quel made in Italy che ci è connaturato, che in tutto il mondo piace, è desiderato, è richiesto».

Ai quasi 70 artigiani raccontati, Filiputti accompagna la narrazione fotografica, curata da Laura Tessaro. «Questo libro – ha spiegato l’autore – diventa anche un racconto che incoraggia e dà speranza, dà una prospettiva nuova e vera di sviluppo all’economia e al lavoro. Qui sono raccontate aziende che o sono leader mondiali nel loro settore o stanno tra le primissime. Spesso mi capitato di scoprire che queste aziende, mediamente non grandi, la fanno in barba a colossi con centinaia di dipendenti».  «Questo volume parla di lavori tutti ad alto tasso di conoscenza e sapere – ha evidenziato il rettore De Toni -, potenzialità connaturata al nostro Paese. Ed è proprio lì che l’Italia potrebbe giocarsi la sua vera chance di crescita». «In un mondo dove la volatilità tecnologica, sociale e culturale sono la norma – ha affermato Beinat –, la capacità generativa diventa parte integrante delle professioni e della leadership.  Le competenze non sono frutto del caso o della propensione genetica. Si possono sviluppare, facilitare, favorire deliberatamente. L’invenzione e la creazione sono il risultato di interazioni, collaborazioni, flessibilità organizzativa, diversità, sperimentazioni e feedback rapidi».

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