11/08/2022

Coinvolgere gli studenti della scuola secondaria superiore nelle attività di supporto agli scavi archeologici di Aquileia, per educarli al valore del patrimonio e al rispetto che deriva dall’aver maneggiato di persona gli oggetti del passato, e permettere ai cittadini della città romana di vivere lo scavo “accanto a casa” dall’interno, partecipando, invece di subirlo dall’esterno come un’interferenza nella propria quotidiana. Questi due tra gli obiettivi prioritari della convenzione siglata nella sede del Rettorato dell’Università di Udine, tra l’ateneo friulano, il Comune di Aquileia, l’IISS della Bassa Friulana, la Soprintendenza ABAP del Friuli Venezia Giulia, la Fondazione Aquileia.

Alla firma per l’Università il rettore Alberto De Toni, per il Comune di Aquileia il sindaco Gabriele Spanghero, per l’IISS Bassa Friulana la professoressa Anna Adamo in rappresentanza del dirigente scolastico Adriano Degiglio, per la Soprintendenza ABAP Friuli Venezia Giulia, la soprintendente Simonetta Bonomi (che ha firmato digitalmente) e per la Fondazione Aquileia il presidente, ambasciatore Antonio Zanardi Landi. All’atto hanno presenziato anche diversi ‘supporter’ dell’operazione, tra i quali il delegato del rettore all’archeologia prof. Daniele Morandi Bonacossi.

 Lo scopo comune è realizzare,   il progetto Archeologia pubblica ad Aquileia, cioè uno scavo “aperto” agli studenti, alla comunità e al territorio nella misura in cui la legge lo consente.  Il progetto punta anche a realizzare una valorizzazione integrata del territorio, trasformando lo scavo in un elemento di attrazione turistica mediante specifici accordi con le imprese dei comparti dell’ospitalità ed enogastronomico, per la costituzione di percorsi turistici coordinati”.

L’attività oggetto della convenzione si svolgerà nell’area archeologica delle Grandi Terme o Terme Felici Costantiniane, dove dal 2003 l’Università di Udine ha la concessione di scavo, della quale la responsabile scientifica è la dr.ssa Marina Rubinich. Nel concreto, gli studenti parteciperanno alle indagini preliminari (ricognizione di superficie, indagini strumentali non invasive, campagna fotogrammetrica), collaboreranno al trattamento dei materiali, al rilievo delle strutture scavate e alla preparazione della cartografia per la pubblicazione.

Secondo il rettore De Toni, questa firma è importante per «integrare lo scavo archeologico in un sistema di valorizzazione del territorio che offra ai turisti l’esperienza di tutto ciò che rende Aquileia un posto unico al mondo:  Da qui lancio oggi una sollecitazione – ha concluso – valorizziamo gli scavi, ma pensiamo anche a realizzare dei building multimediali dove i turisti possano immergersi nella seconda più importante città dell’Impero romano ricostruita virtualmente».

  Lo scopo della convenzione è valorizzare il patrimonio antico di Aquileia attraverso lo scavo condotto con le regole dell’Archeologia Pubblica», ha spiegato il responsabile del progetto per l’ateneo, Ludovico Rebaudo, professore associato di Archeologia Classica del DIUM. «Uno scavo scientifico che si conclude con la pubblicazione dei risultati – ha aggiunto -, ma che consente a tutti coloro che sono interessati di vivere l’esperienza dell’archeologia militante, anche se non sono degli specialisti, dai cittadini di Aquileia ai turisti, persino ai semplici curiosi.

Il presidente della Fondazione Aquileia, ambasciatore Antonio Zanardi Landi, ha sottolineato  lo scopo dell’iniziativa è quello di  favorire lo sviluppo di un sentimento di appartenenza e direi anche di “proprietà” dei giovani nei confronti del patrimonio culturale della Regione. Landi ritiene che  chi avrà dedicato tempo e un po’ di fatica alla riscoperta di un grande monumento dimenticato sentirà come sue le memorie di Aquileia e desidererà proteggerle, valorizzarle, farle visitare, diffonderne la conoscenza  e considerarle parte essenziale della propria identità culturale e morale.  

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