07/08/2022

l Presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, intervenire con una nota, a pochi giorni dall’appuntamento elettorare per l’elezione del parlamento euroepo.

“Dopo aver ascoltato le proposte di molti dei candidati del Nord Est alle elezioni europee – inizia la presidente- devo tristemente riscontrare una generalizzata mancanza di passione per l’Europa”.

“L’economia continentale è schiacciata tra due blocchi che attuano strategie aggressive a tutela dei propri interessi e l’Europa (già fin troppo debole) deve reagire per rafforzare la propria sovranità. Con tutti i suoi limiti, l’Ue resta per l’Italia l’unico orizzonte di sviluppo e di progresso possibile. Per questo sentiamo la responsabilità di promuovere un modello europeo che possa assicurare crescita, occupazione e benessere per i nostri cittadini. Per raggiungere questi obiettivi occorre ripartire da ciò che ha reso possibile fin dall’inizio il cammino verso l’integrazione: l’industria.

Sul fronte interno,- continua nella nota Anna Mareschi danieli – abbiamo bisogno di un quadro armonizzato di regole, riducendo la burocrazia, di investimenti nel campo della ricerca, della cybersecurity, delle infrastrutture. Dobbiamo trovare una digital way italiana per la nostra manifattura perché il rischio di retrocedere è concreto. Cambia la tipologia delle imprese leader globali, da manifattura a servizi digitali. Nella classifica mondiale delle 50 società per capitalizzazione di borsa nel 2018, nei primi 9 posti troviamo imprese di informatica, elettronica, ICT e servizi online, aziende come Ford, GM e GE sono ben più in fondo alla graduatoria. L’Italia è al 25 posto secondo l’indice DESI, che misura il progresso dei 28 Stati membri dell’Unione verso un’economia e una società digitale. Ecco: se non saremo in grado di adeguarci velocemente a questo paradigma, la nostra manifattura declinerà inevitabilmente.

L’obiettivo è quello di focalizzare gli interventi strategici del governo su formazione dei giovani e riqualificazione delle risorse umane. Proprio la velocità del cambiamento innescato dalla globalizzazione e dall’innovazione tecnologica e gli scarsi investimenti in capitale umano hanno determinato l’aumento delle diseguaglianze e l’impoverimento relativo della classe media con un tracollo della fiducia dei cittadini nel futuro e nelle istituzioni, soprattutto nei confronti del progetto Europa.

A questa pericolosa deriva si reagisce soltanto con con un’iniezione di investimenti sulle imprese e sul capitale umano ma anche come supporto alla famiglia.

Europa non significa perdere la nostra identità nazionale. Basta con questa retorica che addirittura ha scalzato la storica contrapposizione tra destra e sinistra, trasformandola in una divisione tra europeisti e antieuropeisti.

L’obiettivo del prossimo Parlamento europeo per noi è chiaro: crescita inclusiva e sostenibile, occupazione e benessere per i cittadini. Servono una visione ambiziosa e coraggiosa, proposte forti, volte a rilanciare il processo di integrazione, oggi messo a repentaglio dal deteriorarsi del clima politico, che ha inevitabilmente intaccato anche quello sociale ed economico.

Ai nostri rappresentanti nel prossimo parlamento Europeo chiediamo questo. L’Europa non va smontata, ma va riformata da dentro.Occorre aprire una nuova stagione di riforme, che restituisca la speranza ai cittadini europei. Proprio per questo motivo, Confindustria Udine ha voluto lanciare anche un segnale simbolico: la facciata della nostra sede espone tre bandiere: friulana, italiana ed europea. E porta un messaggio per noi vitale: meno individualismo e più Europa, senza tralasciare chi siamo e da dove veniamo”.

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