Rivitalizzare il settore delle malghe – in Friuli Venezia Giulia sono 64 – attraverso la sua riqualificazione e nel contempo far riscoprire le bellezze e le potenzialità racchiuse nell’ambiente malghese. Sono questi gli obiettivi di un progetto realizzato dall’ERSA.
MALGA CHE VAI…FORMAGGIO CHE TROVI
Garantire il presidio e la gestione sostenibile del territorio montano con attività agricole che puntino su prodotti agroalimentari di elevata qualità. Da tempo la Regione Friuli Venezia Giulia lavora in questa direzione e in questo solco si pone anche il progetto di promozione delle malghe da latte, messo a punto dall’ERSA, Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale. Le linee operative sono state illustrate a Udine ai giornalisti dall’assessore regionale all’agricoltura Claudio Violino e dal direttore dell’ersa Mirko Bellini.
Il progetto comprende un corso di formazione per i malghesi, ovvero i gestori di malga,orientato alla vendita dei prodotti e quindi al miglioramento del rapporto con il cliente turista che raggiunge le malghe. Un altro obiettivo del progetto è l’informazione al pubblico. A questo proposito i quotidiani Messaggero Veneto e Piccolo distribuiranno a fine giugno ben 100 mila copie della guida “Malga che vai…formaggio che trovi” che presenta sessantaquattro malghe in altrettante schede sintetiche che riporteranno i dati per localizzarle, per raggiungerle e altriinformazione sul contesto floristico, faunistico e storico culturale che le circonda.
L’azione Ersa non si ferma al corso e alla guida. E stato avviato uno studio sulla correlazione del pascolo e la sua biodiversità. Dai primi risultati emerge che le malghe e l’alpeggio sono indispensbili per la conservazione e la tutela di specie ormai diventate estremamente rare come la rana montana, il tritone alpino e i galliformi alpini che fanno parte delle specie considerate a rischio di estinzione.
Altra parte dell’attività riguarda, invece, la certifcazione di qualità dei prodotti lattiero caseari di malga come il marchio AQUA, acronimo di agricoltura-qualità-ambiente, registrato a livello comunitario. Si sta lavorando alla stesura del disciplinare AQUA che certificherà sia i prodotti della malga (formaggi e ricotte) che la gestione del territorio attraverso le attività dei malghesi.
In definitiva, il progetto malghe ha come fine il miglioramento del reddito derivante dalla produzione casearia montana e la tutela della montagna attraverso l’alpeggio, la zootecnica agricola. Come ha sottolineato l’assesore regionale all’agricoltura.. possiamno fare tutti gli agriturismi e coltivare le erbe officinali che vogliamo , ma l’agricoltura legata alla zootecnia rimane un asset cardine per lo sviluppo della montagna.
Spesso i malghesi sono scontrosi perchè si sentono modesti, inadeguati all’incontro con i turisti di città. E’ un problema che riguarda le nostre latitudini- ha chiosato Violino- perchè in Germania chi fa quel lavoro è al vertice della piramide sociale e come tale gode della considerazione popolare. Qui, invece, gli stessi turisti tendono a considerare la malga e chi la vive e ci lavora come un capolinea, una qualcosa che si trova sui tetti del mondo, collegando il concetto più all’eremitaggio che ad una attività economica al pari di tante altre. Ne parliamo con il direttore dell’ERSA , Mirko Bellini.
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