01/10/2022

Di Marco Mascioli  

Era nato a Udine il 07.10.1980 e dall’ età di 14 anni si dedicava all’atletica leggera e al salto in alto in particolare. Pieno di soddisfazioni il suo palmares, a partire dal quarto posto agli Europei Juniores di Riga nel 1999. Nel 2000 è passato dalla Libertas Udine alla squadra dei Carabinieri, poi nel 2002 si preparò con Enzo Del Forno e Luca Toso. Altri risultati eccellenti: quarto agli Europei di Monaco nel 2002 a 2.27 come lo svedese Strand, medaglie di bronzo. 

Nel 2003 Talotti ha superato i 2.30 in occasione della Coppa Europa di Firenze. Dal 2008, dopo il sodalizio che lo aveva legato al responsabile federale Angelo Zamperin. Nel 2017 decise di fare la sua ultima gara con la maglia della Libertas Udine, la stessa con cui aveva iniziato, chiudendo un cerchio che contiene una carriera perfetta.  Un addio alle gare dal sapore di poesia, avvenuto dopo essere riuscito a portare con successo i Campionati Italiani a Trieste e aver conquistato un’ottima nona posizione, allenandosi praticamente solo nei ritagli di tempo.

Senza rimorso è stata la parola d’ordine con cui Talotti ha percorso la sua strada agonistica, perseguendo un’ideale di coerenza, impegno e determinazione che non ha lasciato nulla di intentato e che ha voluto dare il buon esempio in prima persona. 

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Il campione non ha mai lasciato l’ambito sportivo, rimanendo in seno alla Libertas Udine per dare il  proprio contributo, con l’ambizioso progetto di coinvolgere i molti futuri campioni e rivestendo anche l’incarico di delegato provinciale CONI di Udine. 

Nel 2018 si era candidato anche alle elezioni comunali di Udine con la lista SiAmo Udine, a sostegno di Vincenzo Martines. Pochi giorni fa Talotti si era sposato con Silvia Stibilj (pattinatrice su rotelle campionessa del mondo nella categoria Solo Dance) dopo anni di fidanzamento che ha lasciato con il figlio Elio di pochi mesi. 

Come quasi sempre accade, gli sportivi dell’atletica leggera sono ricordati e nominati quasi solo nel caso di medaglie e record, oppure in caso di morte. Alessandro era una persona eccezionale, sempre disponibile, amichevole e mosso da vero animo sportivo, umile, educato e rispettoso. Nulla a che vedere con quelli che sono sempre davanti alle telecamere e nelle prime pagine dei giornali sportivi che in campo, come nella vita, dimostrano tutto meno che la sportività e l’onestà. Unico segno degno di nota domenica scorsa, il tabellone dello stadio Friuli che durante la partita di pallone dell’Udinese ha salutato Alessandro Talotti. 

Il salto in alto ha dato tutto ad Alessandro Talotti e lui ha ricambiato fino all’ultimo nei confronti dell’atletica “made in Friuli”, quando un tumore se l’è portato via. 

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