01/10/2022

C’è grandissima attesa per il concerto-evento che, lunedì 6 febbraio 2017 con inizio alle ore 20.45, si annuncia come uno dei momenti memorabili per la storia del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Saranno infatti ospiti del palcoscenico friulano, per l’unica data italiana in tutto il Nordest, Yuri Temirkanov, uno dei massimi direttori d’orchestra viventi, la sua leggendaria Filarmonica di San Pietroburgo che dirige ormai stabilmente da quasi trent’anni e un altro autentico astro della musica, Martha Argerich. Per questa geniale pianista argentina non ci sono vette che non siano state toccate.

Il concerto di Udine conclude il breve tour che questi prestigiosi artisti compiranno in Italia e che toccherà, oltre a Udine, soltanto tre altre città: Napoli, Bari e Parma. Nel programma proposto al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, spazio agli autori prediletti di questi strepitosi interpreti eccezionalmente riuniti insieme, per un viaggio emozionante nelle poetiche magniloquenti e visionarie di tre grandi autori del Novecento storico: Aram Khačaturjan (1903-1978) di cui verranno eseguiti in prima esecuzione assoluta al Giovanni da Udine tre brani estratti dal balletto “Spartacus”, a seguire il Concerto n. 3 in do maggiore per pianoforte e orchestra, op.26 di Sergej Prokof’ev (1891 – 1953) e infine la Sinfonia n. 5 in re minore, op. 47 di Dmitrij Šostakovič (1906 – 1975).

Fondata nel 1882 su ordine dello zar Alessandro III, l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo è la più antica compagine sinfonica russa. Inizialmente costituita come Coro Musicale di Corte con il compito di esibirsi alla presenza dei sovrani durante le cerimonie ufficiali, nel 1897 diventò Orchestra di Corte. Con questa compagine Čajkovskij diresse la prima assoluta della sua Sinfonia Patetica pochi giorni prima di morire, nell’ottobre 1893. Divenuta nel 1917 Orchestra di Stato, nel 1921 fu integrata con l’appena fondata Filarmonica di Pietrogrado. Tra i suoi molti leggendari direttori si annoverano musicisti quali Richard Strauss, Arthur Nikisch, Alexander Glazunov e Sergej Koussevitsky.

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