Cento, tra imprenditrici e libere professioniste dell’area di confine tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia, saranno coinvolte nell’iniziativa ‘FemECoPLUS’ cofinanziata dal programma Interreg Italia-Austria 2021-2027 , nell’ambito della strategia CLLD HEurOpen per 116 mila euro, su un costo totale di 167 mila euro. Il progetto è promosso dalla Società Cooperativa Sociale Cramars, in parternariato con la carinziana Verein für Bildung und Lernen e con il Consiglio Sindacale Interregionale Friuli Venezia Giulia-Carinzia. Presentato alla stampa in regione a Udine il progetto è entrato nel vivo il 14 gennaio con l’evento di lancio presso il Carnia Industrial Park di Amaro. Alla conferenza stampa, introdotta da Maria Teresa Bazzaro, hanno partecipato, l’assesssore regionale al lavoro Alessia Rosolen , il presidente di Cramars, Stefania Marcoccio e il presidente del GAL Euroleader, Michele Mizzaro, il Segretario Generale FVG della CISL, alberto Monticco, la Segretaria regionale CISL, Renata Della Ricca e in collegamento da Hermagor i partner austriaci. Presente anche il portavoce del Consolato Onorario d’Austria in Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Biondi, che ha portato i saluti della Console Onoraria, Sabrina Strolego, sottolineando l’attenzione del consolato per questo titpo di iniziative.
Intendiamo confutare in spazio aperto e di confronto l’idea di confine, spesso non è vista come oppportunita, ha detto la presidente di Cramars- facendo leva su donne impegnate e intraprendenti che abitano la montagna ma spesso invisibili .
Partito nella sua prima fase con una rete di 58 imprenditrici (41 italiane e 17 austriache) si è arrivati in poco tempo, grazie agli inviti delle prime associate, ad una community di 100 donne attive nel mondo del lavoro e dell’impresa nei territori della Carnia, di competenza del GAL Euroleader, del gemonese, di canal del Ferro e Val canale, di competenza del GAL Open Leader e nei comuni ricadenti nel distretto di Hermagor, di competenza del GAL Region Hermagor.
L’iniziativa ‘FemECoPLUS pone al centro il tema della partecipazione delle donne al mercato del lavoro come elemento di tenuta dei sistemi produttivi e sociali e a fronte di un contesto caratterizzato da squilibri demografici marcati e da un insufficiente ricambio generazionale nel mondo del lavoro. Dai dati elaborati da Francesco Peron e Stefano Dal Pra Caputo, sociologi della Fondazione Corazzin, e che costituiscono base di partenza del progetto, le imprese a trazione femminile in Friuli Venezia Giulia sono quasi 20 mila su un totale di 87 mila. In Carinzia sono 10 mila su un totale di 25.505 , pari al 40 per cento. Sia per la Carinzia che per il Friuli Venezia Giulia il rapporto tra lavoratori che si avviano all’uscita dal mondo del lavoro e quelli che potenzialmente vi entraranno è negativo ed anche per questo che sbloccare l’occupazione femminile significa intervenire sullo squilibrio demografico ma anche sulle condizioni che oggi limitano accesso e presenza delle donne nel mondo del lavoro, ovvero servizi di welfare, conciliazione tra vita e lavoro, qualità dell’occupazione, sostegno all’imprenditoria e riconoscimento del lavoro di cura. Questi temi saranno al centro del confronto di una vera e propria community transfrontaliera stabile declinata al femminile, con work shop itineranti e la realizzazione di una piattafoma digitale alo scopo allo scopo di indagare esigenze condivise, le differenze tra i sistemi di protezione sociale e quelli eventualmente condivisibili, sperimentare cooperazioni sostenibili e relazioni professionali. L’assessore Rosolen ha voluto sottolineare, non senza orgoglio, che, per la prima volta in Friuli Venezia giulia, con il 74,4 per cento di occupazione maschile e il 64,6 femmminile, il gender gap è sceso sotto il 10 per cento, anche grazie e agli investimenti regionali sul lavoro femminile e giovanile sulla libera professione, sulla formazione d’impresa , sulle politiche attive del lavoro giovanile e femminile. In risposta alle difficoltà linguistiche che permangono nelle aree di confine, richiamate anche dal presidente del GAL Euroleader, l’assessore Rosolen ha ricordato l’avvio della prima scuola quadrilingue in area montana mentre è in fase di avanzata interlocuzione con il ministero, il progetto per creare tre scuole bilingui in Alto Friuli, mentre uno degli effetti della legge regionale sull’innovazione sociale approvata lo scorso novembre – ha aggiunto l’assessore – sarà quello di estendere a tutto il Friuli Venezia Giulia la sperimentazione sugli orari scolastici prolungati, nata proprio nelle are interne e montane.






