di GFB
Una serata emozionante e, a tratti, commovente che ha portato i numerosi presenti a tributare un lungo applauso ad autori ed interpreti di una messa in scena multimediale “Filanderis dal Friul”che ha raccontato la storia della filanda di Dignano e delle donne che ci lavorarono. Un edificio industriale di interesse storico, costruito nel 1921 in una valletta nei pressi della riva del fiume Tagliamento, lungo la strada che da Udine porta a Spilimbergo. Lì, dove a metà dell’800 esisteva già un precedente insediamento industriale, la famiglia Banfi edificò una filanda per la lavorazione del baco da seta, dove oltre 150 donne lavoratrici trovarono una prima forma di emancipazione dai ruolo loro assegnato nell’ambito della società e della famiglia contadina patriarcale. Attraverso il lavoro delle filandiere, che bolliva le mani e lessava le dita nell’acqua molto calda dove i bozzoli venivano messi a macerare, le donne per la prima volta contribuivano economicamente al sostentamento delle famiglie rurali, molte delle quali impegnante nell’arrotondare le magre entrate proprio con l’allevamento del baco da seta, che poi veniva conferito alla filanda.

Storie minori di donne, di sacrificio e di sopportazione, come quella che si doveva avere durante il lavoro in filanda, dove non era permesso parlare ma solo cantare e pregare, altrimenti la punizione era assicurata dal ristretto manipolo di uomini che dirigevano lo stabilimento. E nel caso della filanda di Dignano, la presenza di un direttore particolarmente “arrogante e maleducato”, come nel ricordo aneddotico delle testimonianze dirette che lo spettacolo multimediale fa emergere. Uno spettacolo che nella tecnica trae spunto dalle sonorizzazioni live adottate all’epoca del cinema muto. Sullo schermo scorrono immagini che mescolano storia e attualità della filanda, assemblate magistralmente dalla creatività di Critistiano Biz, autore e regista dello spettacolo, e perfettamente sincronizzate con i testi di notevole impatto scritti da Valentino Piovesana, all’intenso reading di Marta Daneluzzi,voce narrrante, e con iconiche canzoni popolari interpretate dal Grop Corâl Vidulês, accompagnate dal pianoforte di Giuliano Banelli e dalle percussioni di Annamaria Del Bianco, il tutto coordinato dal direttore artistico Mauro Vidoni. Lo spettacolo, già presentanto a Rovereto e a San Daniele, e finanziato con il contributo della Comunità Montana del Friuli, non poteva non essere mandato in scena accanto al monumentale edificio, il cui abbandono e decadenza iniziarono con la sua chiusura delle attività nel 1953, a causa della progressiva introduzione nel mercato di nuove tecniche e di nuovi materiali per la creazione di tessuti.

Lo spettacolo, già di per sé di forte intensità, ha preso ancor più vigore dall’adiacenza del vecchio edificio che, con il calare della luce, assumeva man mano sembianze gotiche. Un complesso che attende la scommmessa non facile di un nuovo futuro e per il quale sono già stati spesi circa due milioni di euro per il rifacimento del tetto. L’inagurazione, suggellata dallo spettacolo, è avvenuta pochi giorni orsono alla presenza del ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e dell’europarlamentare Alessandro Ciriani. L’ultimo piano, come ha precisato il sindaco di Dignano, Gianbattista Turridano, ora è anche visitabile su richiesta.

La filanda di Dignano è un monumento carico di significato e di valori, dedicato al duro e silenzioso lavoro di tante donne che poi, dopo la chiusura dello stabilimento, in parte emigrarorono ed è anche per questo che nella sua parte finale, lo spettacolo riporta al sentimento profondo dell’attaccamento alla propria terra e alla volontà di ritornarvi. L’importanza dell’edificio, così ben raccontata da uno spettacolo che ci si augura possa calcare tanti palcoscenici, anche al di fuori dal Friuli Venezia Giulia, è stata sottolineata da un lungo applauso del pubblico, in piedi e rivolto alla facciata dall’edificio, subito dopo l’ovazione tributata ad autori ed interpreti dello spettacolo, alla quale si è unito l’assessore regionale alla cultura e vice Governatore FVG, Mario Anzil.







