di Gianfranco Biondi
Uno dei grandi protagonisti della Pop Art, Andy Warhol, dal 21 dicembre 2024 al 4 maggio 2025 monopolizza gli spazi di palazzo Attems Petzenstein a Gorizia, nella mostra a lui dedicata “Andy Warhol. Beyond Borders”. 180 sue opere che ripercorrono la carriera artistica e la vita del grande artista americano, i temi fondanti della sua estetica, a partire dalla sua formazione come illustratore nel campo della pubblicità e della moda. La mostra è inserita nel calendario di eventi per Go!2025, ideato e promosso dalla regione FVG, è prodotta da Madeinart con la curatela di Gianni Mercurio, saggista italiano esperto in arte americana del ventesimo secolo. “Un lavoro complicato realizzato in tempi ristretti – ha detto Mercurio – per restituire la visione di Andy Warhol, quella di costruire un marchio, un brand di sé attraverso le sue opere, per capire le quali – scrisse lui stesso- era quindi sufficiente fermarsi alla loro superficie. In realtà Andy Warhol fu tutt’altro che un che un superficiale – ha aggiunto Mercurio. Basti ricordare la frase…ciascuno sarà famoso per 15 minuti, uno dei suoi celebri aforismi, che profetizzava la deriva estetizzante di oggi dove è più importane apparire che essere.
Introdotta dalla direttrice del Servizio ricerca, musei e archivi stoici della Regione FVG, Raffaella Sgubin, la conferenza di inaugurazione della mostra ha visto gli interventi dei I sindaci di Gorizia e Nova Gorizia, Rodolfo Ziberna e di Nova Gorica, Samo Turel, che hanno parlato di Capitale europea della cultura che questa mostra rilancia a livello mondiale, Concetto ripreso anche dalla direttrice di ERPAC, ente regionale per il patrimonio culturale, Livia Alessia Vernì. Una mostra come anche una costellazione di interventi in cui la Regione ha fortemente creduto , ha aggiunto Anna Del Bianco, responsabile della Direzione centrale cultura della Regione.
Per il vice presidente della Giunta regionale, Mario Anzil, la mostra è coerente con la cultura di frontiera che apprezza il confronto e la contaminazione, Un’artista multiforme che si sposa con la molteplicità – ha detto Anzil – delle identità che rappresentano il Friuli Venezia Giulia.
Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha sottolineato che l’anno della Capitale Europea della Cultura per Nova Gorica e Gorizia dovrà essere il più possibile attrattivo e anche l’arte dovrà essere la più popolare possibile, ecco perché una mostra su Andy Warhol ed ecco anche spiegata la scelta dell prossima installazione artistica interattiva e muiltimediale affidata a Refik Anadol che farà del centralissimo tunnel Bombi a Gorizia un sicuro approdo turistico.
Di sezione in sezione il percorso espositivo dà modo di esplorare temi come musica, società dei consumi, moda e altro nei quali Warhol si è sperimentato. Le serie iconiche Campbell’s Soup, Flowers e Marilyn, insieme a ritratti di personaggi celebri, persino Superman e Mickey Mouse mostrano come l’artista sia riuscito a trasformare volti e oggetti della quotidianità in simboli della cultura di massa.
In esposizione anche due installazioni: il leggendario evento multimediale del 1966 “The Exploding Plastic Invitable” con Nico e il Velvet Underground di Lou Reed e la suggestiva “Silver Clouds”, una sala popolata da cuscini argentati gonfiati a elio, che fluttuano nell’aria creando un’atmosfera ludica e interattiva.
Warhol ha affrontato i simboli della società americana, infrangendo le barriere tra arte alta e arte commerciale, estendendo la sua influenza innovatrice ben oltre il suo tempo e il suo campo artistico.
La mostra testimonia l’emblematicità e poliedricità di un personaggio che definire artista visivo è perlomeno riduttivo. E’ stato pittore, scultore, grafico pubblicitario, illustratore, produttore cinematografico, regista, scrittore, direttore ed editore di riviste, fotografo, manager musicale . In tutti questi campi ha espresso attitudine alla sperimentazione, con la volontà che le sue opere arrivassero a tutti, entrando nelle case al pari dei messaggi televisivi. Tra le diverse sezioni del percorso espositivo, quelle dedicate alla musica, alle icons e alla ritrattistica, al magazine interview con l’invenzione di un nuovo modulo per le interviste, in cui il personaggio intervista il personaggio, una sezione dedicata all’identità di genere presente in molti lavori di Warhol, la Silver factory, fondata a metà degl anni 60 da Warhol, fucina creativa in cui si diede vita alla figura dell’artista-imprenditore, basata su un sistema di lavoro collaborativo e che diventò presto un centro nevralgico per la vita culturale e mondana di New York e poi il cinema, con film che hanno influenzato sia l’industria cinematografica hollywoodiana con il loro iperrealismo street life sia il cinema indipendente che ha reinterpretato la sua estetica fitta di lunghe sequenze a camera fissa.
Una mostra imponente e ben strutturata, che accompagna i visitatori nel cuore della rivoluzione culturale ed artistica che Andy Warhol ha saputo interpretare a tutto tondo.







