25/03/2026

Il turismo congressuale in Friuli Venezia Giulia come anche la scelta di investire su di esso si confermano strategici per il Friuli Venezia Giulia. Dall’analisi OICE (Osservatorio italiano congressi ed eventi). le presenze , a livello regionale nel 2023 rispetto al 2022, sono state pari a un +69,4%, mentre nella sola città di Trieste fanno registrare un balzo di oltre il 200%, generando oltre il 30% delle occupazioni alberghiere”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive e al turismo, Sergio Emidio Bini, a margine della presentazione dei dati Oice illustrati al Generali Convention di Trieste nel corso del convegno promosso da Federcongressi, la Federazione italiana delle associazioni della meeting&incentive industry di cui anche PromoTurismoFVG è socio con l’obiettivo di creare rapporti stabili con le altre destinazioni nazionali.

In base ai numeri della ricerca Oice, nel 2023, in Friuli Venezia Giulia sono stati organizzati 4.502 eventi, il +8,6% rispetto al 2022, con 344.483 partecipanti e un totale di 610.207 presenze, con un incremento rispettivamente del 32,3 e del 69,4% in dodici mesi. In media si registrano 76,5 partecipanti con una durata di 1,34 giorni per ciascun appuntamento. Si tratta di eventi organizzati in particolare da imprese, associazioni, seguite da istituzioni, e di cui per la maggior parte locali, poi nazionali e per un 6 per cento circa a livello internazionale. Sempre secondo il rapporto Oice gli eventi sono stati in grado di generare il 6,9 per cento delle presenze negli esercizi alberghieri del Friuli Venezia Giulia (era fermo al 5,2% nel 2022), un numero che sale se riferito a Trieste che raccoglie il 31,1% delle presenze, più del triplo rispetto al 2022, in cui aveva toccato il tasso di occupazione alberghiera del 9,6%.

“Sostenere la meeting industry, come la Regione Friuli Venezia Giulia fa convintamente – ha rimarcato l’assessore – significa avere uno sguardo lungimirante sul futuro di una destinazione, sia per il beneficio economico immediato (tenendo conto che un congressista lascia oggi sul territorio 5/600 euro di media al giorno) sia per l’impatto positivo che il comparto è in grado di generare nel lungo termine grazie anche alla capacità di attrarre eventi di alto profilo e di favorire il networking internazionale tra università, centri di ricerca e imprese. Per questo si rende necessaria e fondamentale la collaborazione tra il settore pubblico e privato, così come la necessità di costanti investimenti”.

“Avere individuato Trieste – ha sottolineato Bini – come hub del congressuale che fa da traino a tutto il comparto si rivela vincente: la scelta ha aumentato le potenzialità di ospitare congressi di importanti dimensioni, non senza dimenticare le collaborazioni con le università di Trieste e Udine e l’obiettivo di aumentare il numero di congressisti/visitatori anche in periodi dell’anno diversi rispetto a quelli più canonici per il turismo. Grazie agli sforzi di tutti gli attori, pubblici e privati, della catena turistica regionale e all’impegno degli operatori dell’ospitalità regionale siamo riusciti – ha confermato l’esponente della Giunta regionale – ad aumentare la visibilità e la conoscenza della nostra regione, riuscendo anche a coniugare l’offerta congressuale con le proposte culturali e la ricchezza enogastronomica del territorio”.

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