25/05/2026

Si è tenuta a Roma presso la sala delle Bandiere nella sede di rappresentanza del Parlamento Europeo la conferenza stampa del Comitato No Ovovia di Trieste per la consegna al Parlamento europeo delle 10.350 firme contro l’opera, finanziata con 62 milioni di euro, di cui 48 dal PNRR.

In questi due anni il Comitato NoOvovia ha attivato varie iniziative per far conoscere il progetto della Cabinovia – dichiara William Starc, Coordinatore del Comitato -. Inizialmente avevamo proposto un referendum, per il quale avevamo raccolto le firme necessarie in un paio d’ ore, ma è stato negato dall’amministrazione attuale. Oggi presentiamo l’appello, firmato da 10.350 persone in sole tre settimane, con il quale si chiede al Parlamento Europeo di rivedere il finanziamento concesso per questo progetto che il comitato, forte del consenso di una parte della popolazione, considera inutile, impattante e insostenibile. La scelta di presentare la petizione a Roma è per richiamare l’attenzione del Governo che in questa fase ha facoltà e responsabilità di fermare l’opera. Il comitato ribadisce che la battaglia intrapresa va al di là del progetto della cabinovia, in risposta a scelte calate dall’alto che stravolgono le normative che riguardano i procedimenti dell’urbanistica e quelli inerenti l’approvazione delle opere pubbliche. L’azione viene condotta per riaffermare la necessità di ascolto, trasparenza e partecipazione.

«Nell’appello rivolto al Parlamento europeo abbiamo voluto portare l’attenzione sulle motivazioni per cui ci opponiamo all’opera, h a proseguito Gabriella Robba, architetta componente del Comitato No ovovia, che ha mostrato le foto dei luoghi interessati -. Verrebbero arrecati danni al patrimonio di archeologia industriale del vecchio porto austroungarico, soggetto a tutela della Soprintendenza, e al paesaggio, oltre al danno ambientale irreversibile a un bosco sito di Natura 2000».

Ha concluso gli interventi dei rappresentanti del Comitato Elena Declich, in rappresentanza delle famiglie che saranno espropriate per la realizzazione dell’opera. «Gli abitanti non sono mai stati informati preventivamente per discutere il progetto e ad oggi nessuno degli amministratori che portano la responsabilità di questa scelta si è mai prestato a un confronto pubblico con noi.»

Alla conferenza stampa sono intervenuti i rappresentanti nazionali delle associazioni impegnate nel ricorso al TAR, Stefano Raimondi per Legambiente e Dante Caserta per il WWF, oltre a numerosi rappresentanti politici: la senatrice Tatiana Rojc, l’europarlamentare Sabrina Pigniedoli, Alessandro Cocicello del Partito Animalista Italiano, l’europarlamentare Elisabetta Gualmini, la responsabile ambiente del PD Annalisa Corrado, il vicepresidente dell’European Free Alliance Roberto Visentin, la consigliera regionale del Patto per l’Autonomia Giulia Massolino, il portavoce di Adesso Trieste Leo Brattoli. Anche l’Osservatorio Civico PNRR, iniziativa di Action Aid, ha portato una testimonianza con Alberto Panpalone, così come Rossella Muroni è intervenuta in rappresentanza dell’Associazione Ri-Generazioni.

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