26/03/2026

Con l’approvazione del Piano regionale della mobilità ciclistica il Friuli Venezia Giulia si conferma la prima regione italiana a dotarsi di un uno strumento programmatorio integrato con i piani ciclabili comunali e orientato allo sviluppo di una rete che promuove l’uso della bicicletta non solo a fini turistici o per brevi tragitti, ma anche per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola.

E’ questo, in sintesi, quanto evidenziato dall’assessore regionale alle Infrastrutture dopo il via libera della Giunta regionale al documento, sviluppato per essere dinamico e facilmente aggiornabile, che contempla la realizzazione in Friuli Venezia Giulia di nove ciclovie: l’Alpe Adria (FVG 1), quella del mare Adriatico (FVG 2), la pedemontana (FVG 3), quelle delle Pianure (FVG 4), dell’Isonzo (FVG 5), del Tagliamento (FVG 6), del Friuli (FVG 7), della Carnia (FVG 8) e delle Acque (FVG 9).

Complessivamente la rete ciclabile prevista dal Premoci si estende per 1.300 chilometri, 473 dei quali sono già percorribili, in gran parte lungo assi principali come la ciclovia Alpe Adria, che da Tarvisio permette di raggiungere Grado, integrandosi con la ciclovia del mare Adriatico da Trieste a Venezia, al momento in fase di realizzazione. Per completare la realizzazione dei percorsi già progettati della rete ciclabile sono già stati destinati 18 milioni di euro a valere su fondi comunitari del Por-Fesr, mentre ulteriori 28 milioni, tra fondi ministeriali e del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono destinati all’ultimazione della ciclovia FVG2.

Lo schema delle cliclovie del Friuli Venezia Giulia previste dal Premoci.

 Uno dei punti di forza del Piano regionale della mobilità ciclistica è la capacità di collegare alcuni assi europei alle località più piccole, implementando grazie all’integrazione con la rete del trasporto pubblico locale, un sistema basato sull’intermodalità. Quattro delle nove ciclovie previste in Friuli Venezia Giulia, ovvero l’Alpe Adria, la pedemontana, quella del Tagliamento e quella della Carnia contemplano collegamenti intermodali terrestri, mentre quella del mare Adriatico prevede anche l’integrazione con mezzi di trasporto via mare, collegando cose le località costiere della regione.

Il Piano, che ha già ottenuto il parere favorevole della IV Commissione consiliare e del Consiglio delle Autonomie locali, è complementare ai Biciplan comunali, per i quali la Regione ha già erogato contributi a 110 amministrazioni locali.

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