Di Marco Mascioli
Stefano de Martin, il presidente di Manageritalia FVG, era tra i relatori presenti a Portopiccolo in occasione della giornata organizzata dallo studio MC (Mosetti e Compagnone) che, con il titolo Sfide, ha portato a confronto tutti i principali protagonisti nel mondo del lavoro.
L’argomento principale è stato il futuro, anzi nel presente, dopo la pandemia e la crisi energetica conseguente al conflitto in Ucraina, quali sfide ci aspettano per ripartire bene considerando tutte le questioni e le sfaccettature. Condivisione a tutti i livelli, come lo smartworking, l’assistenzialismo di Stato, il welfare aziendale, le offerte internazionali, la parità di genere e tanti altri interessanti argomenti.
C’erano praticamente tutti, dai giovani lavoratori agli imprenditori, dagli avvocati ai sindacalisti, dai politici ai tecnici responsabili della sicurezza sul lavoro, moderati e incalzati da Maria Carla de Cesari, responsabile “Norme e Tributi” de Il Sole 24 Ore.
Dai dibattiti sono emersi tanti argomenti, dalle opportunità alle sfide che, imprenditori per primi, dovranno cogliere, chiamati a fare i conti con un mondo del lavoro che non è più quello di prima, con venti di guerra e aumento delle materie prime e dell’energia. Professionisti, manager e responsabili delle risorse umane vedono il futuro con alcune difficoltà, principalmente generate da errate gestioni da parte del Governo come l’assistenzialismo senza prospettive, la mancanza di visione per l’autoproduzione di energia e la sottomissione alle politiche di import export delle materie prime, spesso gestite dall’Europa e dagli Stati Uniti d’America con il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership, cioè Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti).
Le conseguenze di accordi scelerati, che sembrano sottoscritti solo per altruismo e sottomissione, hanno portato il nostro Stivale a dover comprare energia e materie prime dall’estero (peraltro con costi esorbitanti per i trasporti), limitando la produzione interna a favore dell’importazione dall’estero di prodotti che ora noi dobbiamo sversare (frutta, latte, grano, carne, pesce, zucchero, legumi etc). Altro che Made in Italy.
Poi c’è la questione dell’assistenzialismo, non il welfare aziendale che potrebbe risolvere la situazione temporanea, bensì i redditi di cittadinanza, la NASPI (disoccupazione), i bonus a destra e a manca che nella realtà dei fatti stanno accrescendo una generazione di NEET (l’acronimo sta per Not in Education, Employment or Training) altrimenti detti nullafacenti.
Nel 2020, secondo i dati Eurostat, gli italiani hanno raggiunto quota 29.4 % e i giovani NEET tra i 20 e i 34 anni, ora stanno crescendo in tutti i sensi! Abbiamo il deplorevole primato in Europa. Un marea di fannulloni che rischia ormai la marginalizzazione cronica, caratterizzata non solo da deprivazione materiale e carenza di prospettive, ma anche di depressione psicologica e disagio emotivo. Del resto l’ozio annoia.
Così, per quanti sforzi vogliano fare i manager per far ripartire le imprese, in particolare le PMI che sono il vero motore del nostro Paese, qualora si continuasse con queste soluzioni assistenzialistiche, si potrebbero ritrovare a breve solo lavoratori anziani o stranieri, mentre chi si è impegnato proficuamente negli studi e volesse un posto di lavoro consono con uno stipendio congruo, se ne va all’estero.
La cosa più importante nell’ambiente di SFIDE a Portopiccolo è stato lo sforzo di tutte le parte per la ricerca di soluzioni che spesso sono bagaglio di pochi professionisti e ora sono state condivise con interesse da parte dei partecipanti. Questo era l’intento ed è stato il risultato conseguito dall’evento “Sfide” dello studio MC con gli avvocati Mosetti e Compagnone che sono riusciti a portare nelle tavole rotonde e gli workshop, grandi professionisti disponibili a condividere le conoscenze e le soluzioni, dopo due anni in cui sono mancate le opportunità di confronto in presenza.










