18/08/2022

Domenica 24 febbraio ci sono state le elezioni in Sardegna per eleggere il nuovo presidente regionale e la giunta che governerà l’isola per i prossimi cinque anni. Come al solito in Italia, abbiamo subito l’affronto da parte della maggioranza delle testate giornalistiche che non hanno atteso la fine degli spogli delle schede per pubblicare sui quotidiani (si presume andati in stampa basando solo sugli exit poll) e su radio e televisioni nazionali, con titoloni che potevano essere solo il frutto di fantasiose elucubrazioni mentali (o desideri mal celati). In modo particolare gli attacchi assurdi a certi partiti o movimenti che nelle precedenti elezioni in Sardegna, non erano nemmeno in lizza. Paragonare i dati riferiti alle elezioni nazionali, con quelli regionali o comunali non ha alcun valore, nemmeno statistico, se non quello di oltraggiare chi non condivide la propria posizione politica (alla faccia del giornalismo corretto). Alcune emittenti hanno iniziato a deridere e offendere prima ancora che iniziasse il conteggio delle schede, con il servizio “pubblico” in prima fila a parlare di testa a testa tra centro destra e centro sinistra. 

Non ci preoccupiamo più di tanto delle elezioni in Sardegna, che pur essendo Italia e una splendida isola con località incantevoli, non rientra nelle nostre competenze territoriali (Euroregio). Cerchiamo come sempre di mettere i lettori in condizione di poter valutare le notizie con dati concreti, definitivi e omogenei. Il raffronto logico è tra le regionali del 2014 e quelle di domenica scorsa. Per esempio la Lega e il Movimento 5 stelle hanno preso rispettivamente oltre l’undici per cento e quasi il dieci per cento in più, giacché cinque anni fa non si sono presentate. Possiamo dire che il PD è il primo partito in Sardegna, anche se ha vinto la coalizione del centro destra.

Domenica prossima, il 3 marzo, per chi vuole, sarà il momento di partecipare alle primarie del Partito Democratico. Dalle ore 8:00 alle ore 20:00, si potrà votare per eleggere il nuovo segretario del PD, attraverso le consultazioni con protagonisti Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti (con Anna Ascani vice), cioè i candidati più votati dagli iscritti al partito nei circoli del PD durante il congresso. In tutte le città, anche del Friuli Venezia Giulia, ci saranno sedi elettorali aperte o gazebo, dove esprimere la propria scelta. Un passo importante per il centro sinistra che evidentemente sta ancora subendo le ire generate da chi nel recente passato ha fatto promesse da marinaio con eccessiva sicurezza di se e del suo potentato mediatico. 

Il prossimo esame importante sarà rappresentato dalle elezioni europee. Probabilmente la cosa migliore che potesse fare il PD in Friuli Venezia Giulia è Cristiano Shaurli eletto segretario regionale. Appassionato, intelligente, sincero e onesto, ha sempre affrontato i suoi impegni e gli incarichi affidatigli senza remore. Entusiasta e determinato, ha avuto l’opportunità di dimostrare le sue capacità nell’ultimo periodo della governatrice Serracchiani, con l’incarico di assessore regionale alle risorse agricole e forestali.

Oggi Shaurli oltre ad esercitare il suo ruolo di opposizione in Consiglio Regionale, tiene aperta la porta dell’Europa per il ritorno della senatrice e già europarlamentare Isabella De Monte. Nell’aprile 2014 fu candidata dal Partito Democratico alle elezioni europee nella Circoscrizione Nordest e da allora ha presentato una raffica di contributi e relazioni. Al Parlamento europeo è membro della commissione per i trasporti e il turismo e componente della delegazione alla commissione parlamentare mista UE- repubblica Macedonia del Nord. È membro sostituto della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, membro sostituto della delegazione all’assemblea parlamentare euro-latinoamericana e della delegazione alla commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Montenegro. E’ vicepresidente dell’intergruppo per il benessere e la salvaguardia degli animali e fa parte degli intergruppi per lo sviluppo del turismo europeo, del patrimonio culturale, del cammino di Santiago e altri percorsi culturali europei; agenda digitale; aree rurali, montane e remote. 

Tra le tante attività svolte in questi cinque anni al parlamento europeo da Isabella De Monte, ricordiamo il dossier “Nuove strategie per promuovere il turismo in Europa”, approvato dal Parlamento europeo nell’ottobre del 2015, per mettere in campo strumenti nuovi, con particolare riferimento alla digitalizzazione, ai prodotti turistici paneuropei e transnazionali, l’accessibilità, l’economia condivisa, il turismo sostenibile e responsabile, ma anche sul tema della revisione e semplificazione delle procedure per il rilascio dei visti. 

In assoluto la prima candidata alle europee di quest’anno dalla regione Friuli Venezia Giulia. Così si ripresenterà il 26 maggio per un nuovo mandato con il Gruppo Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo (S&D). A Codroipo, in Villa Manin, con un centinaio di giorni d’anticipo sulla scadenza elettorale, c’è stata un’introduzione della sua candidatura di grande effetto, con alcuni giovani, oltre a Cristiano Shaurli, Mariagrazia Santoro e altri colleghi di partito per la sua presentazione, davanti ai cittadini del Medio Friuli e non solo.

Marco Mascioli 

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