Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato a Udine a una cerimonia all’istituto Bearzi, la scuola professionale che frequentava Lorenzo Parelli, lo studente friulano morto tre mesi fa nell’ultimo giorno di stage in un’azienda di Lauzacco.
Il Capo dello Stato ha voluto incontrare personalmente i genitori e la sorella del giovane tragicamente scomparso, che aveva citato anche nel suo discorso alle Camere dopo la rielezione alla presidenza della Repubblica.
La visita di Mattarella in Friuli rappresenta, secondo la presidenza del Consiglio regionale, una scelta di alto valore simbolico, che rafforza i legami con la comunità del Friuli Venezia Giulia e, in qualche modo, anticipa le celebrazioni dell’imminente Primo Maggio. Un ringraziamento speciale va pertanto tributato al Capo dello Stato, che negli ultimi anni è stato particolarmente attento alle iniziative maturate in regione.

La presidenza dell’Assemblea legislativa ritiene inoltre che il discorso del Capo dello Stato costituisca un ulteriore stimolo, anche per l’Aula, a perfezionare e consolidare i meccanismi di prevenzione che permetteranno di evitare il ripetersi di tragedie sul lavoro come quella avvenuta a Lauzacco nel gennaio scorso. Il tema della sicurezza sul lavoro è infatti centrale per la Regione e, più in generale, per la società civile del Friuli Venezia Giulia.
La scomparsa di Lorenzo Parelli è un’assenza incolmabile che impone l’obbligo di riportare ogni singolo studente al centro dell’attenzione delle istituzioni in ogni istante della sua crescita e di accompagnarne con responsabilità il cammino di formazione, ovunque esso si svolga. Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia in occasione della visita all’Istituto Bearzi di Udine del Presidente della Repubblica.
Dopo aver rinnovato il cordoglio alla famiglia e agli amici di Lorenzo, il governatore ha ringraziato il Capo dello Stato per una visita che travalica l’ordinario e che trasmette profonda dignità e umanità sociale.
Come è stato evidenziato dal governatore, sono ancora troppi gli incidenti e le morti sul lavoro nel nostro Paese e rappresentano una ferita aperta, a fronte di un impegno normativo incessante svolto dal Parlamento in questi anni e di una sensibilizzazione capillare e crescente tra le associazioni di categoria, le imprese e i sindacati. Solo la competenza e la consapevolezza del contesto di lavoro e di studio in cui si opera – questo il convincimento espresso al Bearzi – può contribuire a costruire lo scudo che si definisce “sicurezza sul lavoro”.
Il governatore ha ripercorso quindi le azioni svolte dalla Regione per facilitare l’accesso al mercato del lavoro di giovani, donne e disoccupati favorendo l’acquisizione parallela di competenze e esperienze. Tra queste l’impegno all’equo riconoscimento delle donne nel mercato del lavoro, il potenziamento dei servizi per l’impiego, l’inclusione lavorativa della popolazione anziana e le politiche per la sicurezza sul lavoro, l’alta formazione e lo sviluppo di percorsi formativi indotti dalla digitalizzazione, l’accrescimento delle competenze sulle nuove tecnologie e sulla transizione ecologica e il consolidamento dell”inclusione sociale delle persone disabili. In questo percorso – ha concluso il governatore – la Regione è pronta a raccogliere ogni indicazione utile a garantire ai ragazzi il diritto ad apprendere in sicurezza.
All’evento al Bearzi hanno preso parte numerose autorità tra cui il presidente del Consiglio regionale e il sindaco di Udine.







