05/04/2026

di Gianfranco Biondi

Nova Gorica e Gorizia capitale europea nel 2025. Una conquista ottenuta nel dicembre 2020 che è stata suggellata da un moto incontenibile di gioia, con i sindaci delle due città confinarie Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavic che si sono abbracciati nella simbolica piazza della Transalpina, per decenni divisa dalla rete che segnava il confine tra est e ovest.

Nella cruda e fosca divisione geo politica che per tanti anni ha segnato queste aree, il germe della condivisione non è mai sopito del tutto. Erano necessari momenti migliori e l’impegno di tante persone nel mantenere un dialogo, metabolizzando il passato, senza per questo dimenticarlo. Un passato che, purtroppo in questi giorni, si riaffaccia tragicamente e pone Nova Gorica e Gorizia, in quanto unica capitale europea della cultura e unico esempio del genere al centro di una grande responsabilità nell’indicare la strada del dialogo e della pace.

Oggi l’occasione che si presenta è storica sotto il profilo della opportunità e delle responsabilità per dimostrare che le due città possono diventare per l’Europa un modello di coesione e condivisione. La macchina decisionale ed organizzativa è oramai avviata, e coinvolge numerosi soggetti istituzionali che si muovono entro un quadro normativo e finanziario predisposto dalla regione Friuli Venezia Giulia, fermamente convinta di questo passaggio storico.

Uno degli attori importanti chiamati in cabina di regia è la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. Il paniere delle associazioni e dei progetti in fase di selezione è gravido. Su ruolo della Fondazione approfondiamo nell’intervista al presidente Alberto Bergamin…

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