“L’investimento complessivo sulla sanità regionale in questa legislatura è imponente: più di 750 milioni di euro, attraverso i quali, oltre a destinare importanti risorse per la parte ospedaliera, abbiamo scelto di rafforzare in maniera significativa la rete della sanità territoriale, coprendo in maniera reticolare tutta la regione. Un cambio di passo rispetto al passato che garantirà ai cittadini un miglioramento nell’erogazione dei servizi sanitari”.
Così il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga nell’illustrare il piano di finanziamenti per la sanità regionale, spiegando che parte delle risorse aggiuntive (accesso a fondi statali per la sanità dai quali la Regione era esclusa) derivano dall’accordo sottoscritto dallo stesso Fedriga con l’allora ministro Tria nell’ambito della revisione dei patti finanziari con lo Stato.
Come ha sottolineato Fedriga, “non c’è mai stato prima un investimento complessivo di questo tipo. In questo ha il suo peso anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza, per il cui accesso ai fondi c’è stata una trattativa condotta con il Governo che porterà al Friuli Venezia Giulia 118,3 milioni di euro”.
Relativamente alla parte di finanziamenti destinati alla rete ospedaliera, il governatore ha spiegato come saranno valorizzati in particolare gli ospedali spoke, citando come esempio la struttura di Palmanova che verrà indirizzata agli interventi programmati di ortopedia e oculistica.
Fedriga ha poi rimarcato come la filosofia d’intervento dell’Amministrazione sia quella della programmazione pluriennale, “perché per innovare a livello strutturale la sanità regionale non si può puntare al breve periodo in un’ottica puramente elettorale,”.
“In questo percorso – ha proseguito il governatore – deve esserci in parallelo un intervento a livello statale per correggere le criticità che determinano le difficoltà nel reclutamento di personale medico e infermieristico, soprattutto alla luce delle nuove strutture previste dal Pnrr”.
Da parte sua il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha tracciato un raffronto con le ultime due legislature regionali sul quantum è stato stanziato per la sanità: in tutto, dal 2008 ad oggi, si tratta di un complessivo che ammonta a 1.355.275.752 euro, così distribuito: Giunta Tondo 393.076.172, Giunta Serracchiani 211.963.747 e Giunta Fedriga 750.217.833.
Nel dettaglio, il riparto delle risorse tra ospedale (h) e territorio (t) nelle tre ultime legislature è stata la seguente: Giunta Tondo 382.076.172(h) e 12.000.000(t); Giunta Serracchiani 62.445.577(h) e 23.504.724(t); Giunta Fedriga 378.313.842(h) e 222.031.923(t).
Per quel che riguarda le risorse ancora disponibili nell’attuale legislatura (473 mln), come ha spiegato Riccardi, esse derivano per 118,3 mln dal Pnrr, per 220,6 mln da fondi statali e per 134 mln da fondi regionali. Il loro impiego viene indirizzato ai finanziamenti strategici sui presidi ospedalieri hub e spoke, per il loro attrezzaggio e per il potenziamento dei Pronto soccorso.
Relativamente alla parte territoriale è previsto il finanziamento delle strutture per le cure intermedie non supportate economicamente dal Pnrr, oltre a quello integrale per le strutture comprese nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“Questo – ha concluso Riccardi – è quello che avremmo voluto mettere in atto fin da subito se non ci fosse stata l’emergenza pandemica. Adesso, con l’auspicio di metterci alle spalle il prima possibile il Covid, è venuto il momento di ripartire con un lavoro iniziato attraverso la riforma e finalizzato a garantire la qualità della prestazioni sanitarie offerte ai cittadini del Friuli Venezia Giulia”.
“Ci saremmo aspettati scuse ai morti, ai malati, ai professionisti in prima linea, scuse per liste d’attesa che aumentano invece di diminuire, per interventi e cure rinviate, per mancata sostituzione e integrazione del personale, per accordi non cercati con operatori e organizzazioni sindacali. E’ arrivata vera propaganda e disinformazione, dove la cascata di numeri evidenzia solo il peso dell’intervento del Governo che nemmeno viene ringraziato ma anzi ancora sollecitato, allo scopo di nascondere una grave incapacità di programmazione della spesa e dei servizi che lascia professionisti e operatori sanitari a combattere a mani nude. Lo dichiara Salvatore Spitaleri, del Pd.
“Che ci fosse un’abbondanza di soldi da investire in sanità, grazie al governo nazionale e ai fondi che arrivano dall’Europa, ne eravamo tutti al corrente – commenta in una nota la consigliera regionale Mariagrazia Santoro (Pd) – aa quello che avremmo voluto e dovuto sapere da presidente e assessore alla Salute, sarebbe stato il disegno complessivo, vista la situazione estremamente critica di mancanza di personale sanitario e servizi ai cittadini”.
“La problematica più forte – continua Santoro – oggi non riguarda in prima battuta la costruzione degli edifici o il loro adeguamento, ma il servizio che diamo ai cittadini e le condizioni di forte scarsità di operatori. Parlare di investimenti mirabolanti non argina la forte emorragia di infermieri e medici che stanno abbandonando la sanità regionale.







