28/03/2026

Lavorare insieme per intercettare le importanti risorse europee che il momento storico offre e realizzare progetti comuni di alta qualità. Diventa quindi fondamentale istituire una cabina di regia unica fra Friuli Venezia Giulia e Carinzia, allargandola poi a Slovenia e Veneto. È la proposta che l’assessore alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia Sergio Emidio Bini ha portato durante l’incontro con la delegazione della Carinzia nella sede camerale di Pordenone-Udine a Udine alla presenza del presidente della Camera di Commercio carinziana Jürgen Mandl e dell’assessore al Turismo e Attività produttive Sebastian Schuschnig oltre al padrone di casa Giovanni Da Pozzo che ha ospitato e si è fatto promotore con l’omologo carinziano del meeting.

Rimarcando la storica collaborazione con la Carinzia e i tanti progetti già in essere, l’assessore del Fvg ha sottolineato l’esigenza di rafforzare nell’ambito delle relazioni bilaterali lo spirito dell’Alpe Adria e di promuovere, insieme con Carinzia, e successivamente con Veneto e Slovenia, un’area turistica delle Alpi adriatiche per valorizzare le peculiarità di queste zone, incrementare lo sviluppo economico e turistico oltre che lavorare assieme su progetti comuni in materia di occupazione e di formazione volti ad offrire personale qualificato, oggi carente, soprattutto nell’ambito turistico.

“Come enti camerali di Pn-Ud e della Carinzia – secondo il presidente Giovanni Da Pozzo – abbiamo voluto proporre questo meeting per poter concretizzare linee d’azione comune anche per avere più peso nella gestione di risorse europee e dei grandi progetti. Parliamo di valorizzazione turistica comune, ma anche di formazione tecnica e qualificata di personale per le nostre aziende, ora in forte difficoltà di reperimento”.

Da Pozzo ha evidenziato segnali di ripartenza dell’economia del Fvg e il ruolo strategico che l’ente camerale Pn-Ud può giocare anche in questa collaborazione, vista la grande rappresentanza di territorio (92% della regione) e imprese (quasi l’80%), oltre alle competenze in tema di internazionalizzazione, nonché di orientamento e formazione.

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