di GFB
Il sindaco di Udine Fontanini si “è permesso” di scrivere al ministro Lamorgese per segnalare decine di giovani provenienti dall’Afghanistan, dal Pakistan e dal Bangladesh vagare sul ciglio dell’arteria ad alto scorrimento – e senza marciapiedi – che dalla città porta in direzione sud, mettendo a rischio loro stessi e gli automobilisti.
Il sindaco segnala anche preoccupazione per i risvolti sanitari per il rischio di contagio e chiede il potenziamento dei controlli ai confini.
Il fatto che un sindaco abbia scritto in questi termini al ministro è quasi un “reato”, secondo la consigliera del Pd Da Giau , che ha subito scritto una nota “peste e corna”, che definisce il sindaco di Udine un “terrorista mediatico”, colpevole di appartenere a quella parte politica volta a “Creare il problema, alimentare illegalità, per poi lucrarci elettoralmente”, quando invece si trattava solamente di “alcune decine di migranti” (cosa vuoi che sia), “che non c’è emergenza sulla rotta balcanica”, salvo poi precisare che “la rotta balcanica, tanto quanto quella mediterranea, sia attentamente da monitore dal nostro Ministero e dall’Europa sotto l’aspetto dei controlli”. Insomma, un “pistolotto” non privo di contraddizioni per non mancare mai l’occasione di poter dare addosso a rappresentanti dell’opposizione.. Se il sindaco ha preso carta e penna, la motivazione potrebbe non stare nella sua “visione personale delle cose”, ma forse sollecitato da segnalazioni e preccupazioni di cittadini, anche di chi non vota Lega. la domanda é la seguente: quale delle due lettere pesa di più sul piatto del “tempo perduto a perdere tempo?”
a voi la risposta, dopo averle lette di seguito
Lettera del sindaco Pietro Fontanini al ministro Lamorgese
Egr. Ministro dell’Interno Avv. Luciana Lamorgese,
Le scrivo per sottoporre alla Sua attenzione la grave e per certi versi inedita situazione che la città di Udine si trova a fronteggiare in questi giorni.
Sono ripresi infatti, con un’intensità preoccupante, gli arrivi dalla cosiddetta “rotta balcanica”; gruppi di decine e decine di giovani provenienti dall’Afghanistan, dal Pakistan e dal Bangladesh sono infatti ormai quotidianamente rintracciati di prima mattina dalle Forze dell’Ordine mentre camminano disordinatamente sul ciglio dell’arteria ad alto scorrimento – e senza marciapiedi – che dalla città porta in direzione sud.
Stando alle ricostruzioni effettuate delle Forze di Polizia, il modus operandi di questa tratta di migranti prevede il caricamento della “merce” umana al confine di Stato e la “consegna” a Udine, ovvero a una distanza dai valichi sufficiente a scongiurare il rischio di un ritorno in Slovenia. È evidente che ciò costituisce un grave pericolo sia per gli stessi richiedenti che per gli automobilisti.
Quanto detto va a sommarsi al fatto che tale dinamica aggrava la sensazione di preoccupazione e di incertezza – testimoniata anche dalle scelte dello stesso Governo di questi giorni – relativa all’evolversi dell’epidemia, con la conseguenza di esporre la cittadinanza – della cui salute, come Sindaco, sono direttamente responsabile – a nuovi e concreti rischi di contagio, oltre che di sottoporre il Sistema Sanitario Regionale, di cui i cittadini friulani sono contributori diretti, a nuove pressioni, a discapito dei residenti che pagano le tasse.
Sono a chiederLe pertanto di prendere in considerazione l’ipotesi di un drastico potenziamento dei controlli ai confini di Stato, al fine di non lasciare sole le realtà di confine, perché anche queste hanno il diritto di vedersi tutelate e perché la debolezza dei confini coincide con la debolezza stessa dello Stato.
RingraziandoLa per la Sua attenzione e certo del fatto che prenderà in considerazione queste mie richieste, Le porgo
distinti saluti.
Il Sindaco di Udine
Pietro Fontanini
commento alla lettera della consigliera regionale Pd Chiara da Giau
“Oggi non c’è un’emergenza sulla rotta balcanica e la ministra Lamorgese ha fatto bene a ricordarlo. È un dato che non sarà certo smentito dal terrorismo mediatico del sindaco di Udine, Fontanini, o dell’assessore regionale Roberti per alcune decine di migranti che, purtroppo, pagano lo smantellamento di qualsiasi percorso strutturato e civile di accoglienza”.
A dirlo in una nota è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, commentando le dichiarazioni della ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese.
“Creare il problema, alimentare illegalità, per poi lucrarci elettoralmente – è convinta la consigliera dem – è un gioco che abbiamo visto fin troppe volte da parte della Lega. Ciò detto, è bene che la rotta balcanica, tanto quanto quella mediterranea, sia attentamente monitorata dal nostro Ministero e dall’Europa sotto l’aspetto dei controlli con le pattuglie miste e dei rapporti con gli Stati confinanti, ma anche nel pieno rispetto dei diritti umani”.
Secondo Da Giau, “chi sta in Europa o chiede di entrarci deve
garantire tutele e astenersi da violenze o privazioni ingiustificate. Non esistono, sia chiaro, respingimenti informali, perché non parliamo di merci ma di esseri umani. Ci sono trattati internazionali e norme nazionali che regolano il comportamento delle Forze dell’Ordine e, alla base di ogni ragionamento, ci sono soprattutto l’umanità e il rispetto dei diritti umani di cui l’Europa è portatrice. Il Partito democratico non ha mai condiviso le posizioni di Salvini né i suoi decreti insensati, e – conclude la dem – su questi temi non si piegherà per cercare un briciolo di consenso o per inseguire la Destra e i sovranisti”.





