29/03/2026

Nella lunga lista dei gesti che vanno ad arricchire il libro d’oro della solidarietà, ne aggiungiamo altri due. Nei giorni scorsi l’azienda Dolomia di Cimolais ha donato ben 49.900 bottiglie dell’omonima acqua minerale, che sgorga nel Parco Naturale Dolomiti Friulane, alla sezione degli Alpini di Gorizia. I 33 bancali sono stati ospitati in un capannone messo a disposizione del sig.Butkovic, che ha fornito anche gli strumenti necessari allo stockaggio

In accordo ocn il sindaco di Gorizia, Ziberna, si è deciso di procedere alla distribuzione delle bottiglie d’acqua alle R.S.A. e alle case di riposo del territorio.

La Sezione ANA di Gorizia ha aperto una raccolta fondi finalizzata all’acquisto di generi alimentari in favore dei bisognosi, da consegnare alla Protezione Civile comunale di Gorizia e in alcune realtà territoriali, ai Gruppi Alpini o alle Parrocchie locali che conoscono le esigenze della loro comunità.

La donazione può essere fatta con bonifico al seguente

IBAN: IT05S0862212403008000000683.

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E c’è anche chi rinuncia ai propri amati e sudati trofei per contribuire al finanziamento delle attività sanitarie. Così ha deciso di fare il titolare dell’azienda Pratic, Edi Orioli, quattro volte vincitore del rally Parigi-dakar tra i più famosi al mondo, che ha subito accettato l’invito dell’ex compagno di squadra Claudio Terruzzi, offrendo un pezzo molto speciale indossato per il Rally dei Faraoni e per il primo posto sul podio della 12 ore di Lignano.

La giacca da corsa di Orioli è stata battuta all’asta per 3100 euro e una buona dose di emozione per il fortunato che è riuscito ad aggiudicarsela. Si tratta infatti di un prototipo che il marchio Dainese realizzò alla fine degli anni Ottanta accogliendo anche alcuni suggerimenti dello stesso Edi al fine di rendere l’indumento performante durante il suo utilizzo.

Tra maglie, stivali e trofei appartenuti ai nomi più illustri dell’enduro italiano, la chiamata alla solidarietà di Terruzzi e compagni ha messo insieme quasi 40 mila di cui 11 mila destinati al Sacco di Milano e i restanti all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.

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